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La notte di San Lorenzo: stelle e desideri d’estate


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Finalmente Agosto! Mentre ci si prepara all’esodo vacanziero, è importante riservarsi almeno una notte da passare ‘al buio’, stesi su un prato o su una spiaggia, ma sempre lontani dalle luci artificiali di una città: solo così sarà possibile apprezzare al meglio lo spettacolo dei fuochi di San Lorenzo, ovvero dello sciame di stelle cadenti che attraversano il cielo tra il 10 e 12 Agosto.

Ma le stelle cadenti, da dove arrivano?

La spiegazione scientifica è molto semplice e… poco romantica. La Terra, nella sua orbita intorno al Sole, incontra piccoli detriti e particelle di roccia lasciati dalle comete, passate millenni prima per quel punto dell’Universo. Infatti, le ‘stelle cadenti’ non sono stelle, ma semplicemente rocce che a contatto con l’atmosfera terrestre si disintegrano e creano quella fugace scia in cielo. È un fenomeno in realtà quasi banale che si verifica ogni giorno: la particolarità dei “ fuochi di San Lorenzo” è che intorno al 10 Agosto cambia l’intensità dei detriti. In quei giorni la Terra attraversa un angolo di spazio molto ricco di aeroliti, precisamente quelli lasciati dalla cometa Swift-Tuttle, e di conseguenze il fenomeno cresce esponenzialmente.

Ma da dove nasce la credenza per cui si deve esprimere un desiderio quando cade una stella cadente?

Anticamente la stella cadente era collegata all’idea di ‘pianto celeste’, ovvero di pianto della divinità, ed era considerata annunciatrice di disgrazie.

La tradizione cristiana ha ereditato questo concetto ma lo ha trasformato in un ‘evento positivo’, un raro miracolo durante il quale si può chiedere una grazia o più semplicemente ‘esprimere un desiderio’.

Dalle divinità pagane, il concetto è stato trasferito alle figure dei Santi, e nel caso delle stelle cadenti di Agosto, l’associazione è avvenuta con San Lorenzo, il cui martirio si ricorda il 10 Agosto.

Le lacrime di San Lorenzo (ovvero le stelle cadenti), sarebbero proprio le lacrime del Santo che vagano per il cielo e che decidono di posarsi a terra solo il giorno dell’anniversario della sua morte. In alcune versioni della leggenda si racconta che le stelle cadenti siano le scintille della graticola sul quale il santo venne martirizzato.

Ma esprimere un desiderio sotto le stelle cadenti non è l’unica usanza connessa alla notte di San Lorenzo.

Per esempio in Romagna il giorno di San Lorenzo ci si deve immergere sette volte in mare, per purificarsi e per attirare a sé fortuna e felicità. La leggenda narra che fin dall’antichità in questa giornata vi fosse sulla riviera romagnola un grande afflusso di bagnanti provenienti dalla campagna, speranzosi di veder le loro malattie portate via dal mare e di propiziarsi un anno migliore. L’usanza è collegata ad un’altra leggenda: un’apparizione di San Lorenzo (sempre lui!) nella romagnola Cervia mentre nella cittadina divampava la febbre malarica. Si narra che il Santo apparve in sogno ad una ragazza malata, indicandole come possibilità di guarigione le acque del mare, acque che avrebbero donato ai bagnanti i sette doni dello Spirito Santo. Così per estensione e tradizione, gli abitanti delle coste romagnole si bagnano sette volte in mare durante il giorno di San Lorenzo.

Quante cose stanno dietro ad una notte stellata: ma tra detriti e rocce, graticole e lacrime, rimane sempre la voglia di alzare gli occhi al cielo ed esprimere un desiderio. Attenzione però: l’ennesima credenza dice che se viene svelato, poi non si avvera!

 photocredit: fremontherald.com

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