Skully P1, il casco da moto a realtà aumentata


skully_casco_realta_460

Amici motociclisti: immaginate di salire sulla vostra moto e sfrecciare senza mai dover girare la testa, neanche per guardare gli specchietti! Sono cose che succedono raramente: quando si è in pista, o quando si trova una strada completamente sgombra.
Oppure succede quando si indossa Skully P1, il casco della startup californiana Skully, nata nella Silicon Valley nel 2013.
Questo straordinario oggetto ha già conquistato l’approvazione globale, l’encomio degli appassionati di hi-tech e di motociclismo, e un premio di tutto rispetto, il DEMO God Award del DEMO 2013, la sfida californiana per le startup più innovative.
Il casco a realtà aumentata Skully P1 è dotato di una fotocamera posteriore che riprende la strada a 180 gradi e invia il flusso video a un head-up display, un piccolo riquadro che appare in basso a destra sulla visiera. In altre parole: guardando normalmente la strada è possibile anche vedere direttamente sul casco tutto ciò che accade alle spalle e ai lati, con una visuale a 360 gradi.

Il sistema è ben integrato particolarmente anche con i dispositivi Android, e funziona perfettamente con qualsiasi cellulare dotato di tecnologia Bluetooth. I comandi vocali permettono di telefonare, ascoltare musica e avere informazioni su meteo e condizioni del traffico. Naturalmente non manca il GPS che proietta le informazioni di geolocalizzazione direttamente sulla visiera.
Ognuna di queste funzioni viene proiettata a richiesta sulla visiera digitale del casco, e l’utente può ovviamente scegliere di tenere anche la schermata totalmente libera, oppure di mantenere aperta solo qualcuna delle funzionalità nei pratici riquadri laterali.

Peraltro, secondo il materiale informativo fornito dall’azienda, il display digitale proiettato sulla visiera non appare appena si indossa il casco, ma solo quando si sono già percorsi almeno sei metri alla guida, ovvero quando il motociclista potrebbe avere necessità di adoperare le funzionalità aggiuntive.
Ma come viene alimentato? Persino la batteria è un gioiello. Si tratta infatti di una batteria a ioni di litio che garantisce otto ore di autonomia e si ricarica tramite micro USB.

Nemmeno un difetto per questo accessorio futuristico? In realtà il P1 è ancora un prototipo che, speriamo, potrà presto vedere la luce: sarà necessario testarlo in condizioni di guida prolungate per valutare realmente l’accessorio. Pare che sul sito dell’azienda stiano già raccogliendo adesioni per i primi test, e indiscrezioni suggeriscono che lo sbarco sul mercato avverrà già nell 2014.
I nostri dubbi riguardano principalmente la questione della sicurezza. E’ infatti probabile che ci voglia del tempo per abituarsi a questo tipo di visione, e diversi appassionati tra blogger e influencer della rete si sono dichiarati scettici a riguardo. La domanda ricorrente riguarda la riproduzione delle informazioni sulla visiera che, per quanto utili, si presentano di fatto come momenti di distrazione, che in moto potrebbero trasformarsi in pericoli.
Oltre alla sicurezza nelle situazioni di guida reale, un’altra incognita è rappresentata dal prezzo: la start up californiana che lo produce infatti non ha ancora rilasciato dichiarazioni a riguardo ma, data l’avanzata tecnologia impiegata, crediamo che, almeno all’inizio, il casco a realtà aumentata non sarà esattamente alla portata di tutti.

 photocredit: Wired

Condividi!



I Commenti sono chiusi.

preventivo assicurazione auto preventivo assicurazioni moto preventivo assicurazione altri veicoli