Partenze intelligenti


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Come da tradizione, da fine luglio e durante tutto agosto gli italiani si spostano lungo strade e autostrade del Belpaese per raggiungere le mete vacanziere preferite. Con questo grande movimento di autovetture – ribattezzato negli anni Grande Esodo – possono crearsi grandi ingorghi e numerose code. Ecco dunque qualche consiglio utile per evitare le zone più trafficate nei periodi di punta e fare il vostro viaggio in auto in tranquillità e senza stress.

Prima di partire

Innanzitutto, ricordate di fare un controllo della vostra auto. Per evitare spiacevoli sorprese, è auspicabile un veloce tagliando estivo, oppure si può fare un check fai da te accertandosi di controllare le variabili principali del corretto funzionamento del mezzo come ad esempio  il livello dell’olio e del liquido di raffreddamento del motore, le condizioni delle gomme e degli ammortizzatori.

La situazione complessiva

Considerando l’andamento generale della viabilità negli ultimi decenni, è risaputo che l’ultimo week-end di luglio ed ogni fine settimana di agosto, è previsto un traffico da bollino rosso o addirittura nero, soprattutto per chi viaggia in direzione sud. Al nord la situazione è più tranquilla (bollino giallo), ma il rischio ingorgo riguarda comunque le autostrade liguri, il Trentino Alto Adige in direzione Brennero e sopratutto in Friuli per chi viaggia in direzione Slovenia-Croazia.

Quasi pronti…

La scelte sulla data e sull’orario di partenza vanno strategicamente ponderate. Alla luce della situazione complessiva sul traffico, si consiglia di evitare di mettersi in viaggio durante i week-end da bollino rosso-nero e di spostare la partenza al lunedì o al giovedì. Se per ragioni varie e tempistiche da rispettare siete obbligati a partire il sabato o la domenica, una buona regola è farlo al mattino presto o alla sera, visto che le code si accentuano nella maggior parte dei casi tra le 9 e le 15.

Partenza….via

Per essere aggiornati sulla situazione della viabilità potete consultare il sito Autostrade per l’Italia, oppure chiamare il call center attivo 24 ore su 24 (840 04 21 21). In tal modo potrete anche localizzare gli eventuali incidenti  e i cantieri dove si stanno svolgendo i vari lavori di manutenzione. Altre preziose fonti di informazione possono essere da una parte la radio (RTL 102.5, Isoradio 103.3 e Radio Rai) o se amate le ultime forme di tecnologia ci sono a disposizione numerose applicazioni per cellulare. Un ultimo consiglio:  in caso di traffico intenso, considerate un itinerario alternativo (potrebbe tornare utile il tom tom o sistema di navigazione satellitare) ; a volte è meglio fare qualche km in più piuttosto che rimanere ore interminabili bloccati nel traffico.


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Bimbi a bordo


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Quando si viaggia in auto con i bambini le parole d’ordine sono: sicurezza, comodità e organizzazione! Allora vediamo insieme alcuni consigli utili per semplificare la vita alle mamme e non far vivere al bambino il viaggio come un incubo.
LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO
L’uso del seggiolino in auto è un grande gesto d’affetto verso il vostro bambino e un’assunzione di responsabilità dovuta per la sua sicurezza. I seggiolini auto sono appositamente studiati per contenerlo, avvolgerlo e proteggerlo in modo specifico, secondo i massimi livelli di accoglienza e sicurezza. Per il Codice della Strada e la normativa europea, i nostri piccoli – dalla nascita fino al raggiungimento di 1,5 m di statura e con peso inferiore ai 36 kg – devono sempre viaggiare con un dispositivo di ritenuta omologato ed adeguato alle caratteristiche fisiche specifiche. In tal senso, il seggiolino deve essere scelto in base al peso del bambino seguendo i criteri del Cds, che prevede cinque diversi “gruppi di massa”.

Quando i bimbi sono molto piccoli, per ragioni di sicurezza viaggeranno nel sedile dietro e girati in senso contrario a quello di marcia.
Ecco allora che un consiglio da seguire è quello di dotarsi di alcuni appositi specchietti che, opportunamente sistemati, permettono alla mamma di controllare il piccolo senza doversi voltare o fare manovre pericolose o, ancora, spostare lo specchietto retrovisore in posizione sbagliata rispetto alla sua vera funzione.
Questi specchietti inoltre hanno diverse forme che divertono il bimbo mentre viaggia (carinissimi quelli a forma di orsetto!)

COMODITA’
Dopo aver garantito sicurezza e comodità al piccolo, pensiamo adesso anche alla comodità della mamma nelle operazioni di salita e discesa del bambino dall’auto. Non tutti sanno che esiste uno speciale seggiolino creato appositamente per facilitare il posizionamento del bambino in macchina. Si tratta di un modello girevole che permette alla mamma di mettere a sedere e assicurare il bambino in posizione frontale (si ruota infatti verso la portiera) per poi essere nuovamente ruotato nella posizione consona alla sicurezza!

ORGANIZZAZIONE E…GIOCO!
I viaggi in auto con i bambini, anche se un po’ più lunghi di quelli quotidiani, non devono diventare un incubo, né per il piccolo né per i genitori.
Ecco allora che è importante organizzarsi al meglio ed equipaggiarsi di tutto il necessario per superare possibili imprevisti.
E’ buona norma avere sempre con sè qualcosa che possa distrarre e divertire i bambini sia in caso di viaggi lunghi che in caso di code che potrebbero rallentare l’arrivo a destinazione.
La tecnologia ci viene ormai incontro in tutto e sono ormai piuttosto diffusi strumenti di car entertainement: lettori dvd portatili e piccoli schermi possono essere sistemati sulla spalliera del sedile davanti per permettere la visione ai passeggeri, mentre videogiochi e altri dispositivi mobili sono ormai pane quotidiano per i nostri figli.
Ma il vero progetto futuristico è rappresentato dai finestrini interattivi che possono visualizzare cartoni animati e filmati o funzionare da piattaforme di gioco per alcune applicazioni, direttamente sul vetro laterale della macchina. Sogno? Beh per il momento prototipo!
Un’idea più semplice, ma sempre vincente, è quella di portare uno dei giocattoli preferiti del bambino, collaudato per essere sempre di suo gradimento e che gli infonda la stessa sicurezza e serenità della sua cameretta dei giochi. E’ altrettanto importante, pero’, prevedere anche una novità che, in caso di malumore o noia, rappresenti un diversivo e catturi la sua attenzione… almeno per un po’!

 

Photocredit: gagilas

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Viaggiare con Fido


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Che sia un itinerario quotidiano, una gita fuori porta o il percorso verso la vostra meta vacanziera preferita, per fare un viaggio in auto sicuro e senza stress in compagnia del vostro amico a quattro zampe, basta adottare alcuni preziosi accorgimenti dettati dalla legge e dal buonsenso.

Cosa dice la legge.

L’articolo 169 del Codice Stradale – D.Lgs. 285/1992 – è molto preciso: “è vietato il trasporto di un animale domestico in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida”. In altre parole: un singolo cane può viaggiare praticamente dove vuole, purché non sia di intralcio al guidatore.

Se si trasportano più animali è obbligatorio l’utilizzo di apposite gabbie o della rete di divisione tra vano posteriore e posto del guidatore. Chi trasgredisce è punibile con una multa fino a 311 euro e rischia la decurtazione di un punto dalla patente.

Consigli utili.

Assolti gli obblighi di legge, ecco altri principi generali per rendere confortevole al massimo il vostro viaggio insieme a Fido:

- innanzitutto, la familiarità del cane con gli spazi dell’abitacolo è fondamentale: fategli scoprire gradualmente l’ambiente interno dell’auto, dapprima facendolo salire lasciando le portiere aperte; poi un secondo step con le portiere chiuse e il motore acceso; ed infine provate con un primo viaggio di breve durata.

- nelle 6-8 ore che precedono la percorrenza è preferibile lasciarlo a digiuno

- evitate di accelerare o frenare bruscamente quando non ve n’è lo stretto bisogno.

- lasciate uno spiraglio di finestrino aperto per far circolare l’aria, ma evitate assolutamente di fare affacciare il cane al finestrino, visto che potrebbe causargli un’otite

- mantenete una temperatura più costante possibile all’interno dell’auto

- se il viaggio è lungo, ogni due ore fate una pausa per farlo sgranchire e abbeverarlo in tranquillità

- il cane percepisce le vibrazioni d’umore del proprio padrone quindi mantenete sempre un atteggiamento sereno durante la guida

- scegliete una colonna sonora rilassante

Mal d’auto: come fare.

Un inconveniente per il cane potrebbe essere il “mal d’auto”, causato dall’effetto del movimento sul labirinto dell’orecchio interno. Ma niente paura! E’ pura questione di abitudine e basterà andare per gradi: dapprima con viaggi brevi e rettilinei, e a poco a poco facendone di più lunghi con percorsi a curve. Altri amici a quattro zampe associano invece il viaggio in auto ad un’esperienza sgradevole, come ad esempio l’andare dal veterinario; in questo caso è necessario variare le mete delle vostre peregrinazioni: portatelo a scorrazzare al parco, dategli un premio e fategli conoscere nuovi ambienti.

Mettendo in pratica questo insieme di norme e buone abitudini, vi garantirete un viaggio in sicurezza e comodità: il vostro amico a 4 zampe ve ne sarà profondamente grato!


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Caschi, moda 2013: quando il design è al servizio della sicurezza


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Per ogni viaggio su due ruote che si rispetti, gli elementi fondamentali sono sicuramente il comfort e la sicurezza. A questo binomio si aggiunge la dimensione estetica, sempre meno trascurabile per le case produttrici che ne fanno spesso il segno distintivo.

Se motocicli e ciclomotori sprigionano sempre di più eleganza e ricercatezza, anche i progettisti di accessori e caschi  hanno seguito questo trend, proponendo modelli unici ed accattivanti. Il casco – obbligatorio per legge ed essenziale per la protezione del centauro – unisce sempre di più la funzionalità con la bellezza del suo design, ed è diventato un simbolo per sapersi distinguere con stile. Le ultime novità della stagione 2013 si muovono tra il vintage e l’avanguardia, riuscendo a soddisfare tutte le sensibilità estetiche…anzi, tutte le teste!

Per la categoria jet, da segnalare il sempreverde modello R/T, divenuto celebre anche grazie a Steve Mc Queen.

Al modello classico in stile elicotterista, la casa produttrice Bell ha aggiunto una strabiliante visiera chiamata “Bubble”.

Anche il design adottato da Dainese e Torneo strizza l’occhio al passato; il primo propone modelli retrò anni ’50 con calotta tonda e bottoni automatici per installare una visiera fissa sia in versione Solid (bianca) che Multi (verde con grafiche); il secondo, oltre al classico “palla da baseball” bianco, lancia esemplari ancor più vintage che celebrano i palloni da calcio e da football americano degli anni ’60.

Con il nuovo modello Cruiser, MomoDesign ha scelto invece una chiave modernissima e stilosa con calotta in fibra di vetro e carbonio.

La Martina mantiene cromie bicolor molto intense ed aggressive arricchite da una fascia che avvolge il casco richiamando il marchio.

Non si possono certo tralasciare i motivi in stile fumetto di Braccialini: alcuni modelli sono un omaggio all’estate e al mare  grazie a colori che esplodono di solarità; altri con spensieratezza ed ironia riescono a farci sorridere anche davanti ad un ingorgo metropolitano, grazie a decorazioni composte dalle insegne che regolano il traffico..

Se invece volete a tutti i costi l’alta moda e non dovete badare troppo al portafoglio ci sono i caschi disegnati direttamente dagli atelier Trussardi e Borsalino.

Per accontentare tutti gli amanti dei miti della F1 anni ’70 ecco un altro tuffo nel vintage. Dopo 40 anni è disponibile il Bell Star, il primo casco integrale della storia: la forma e il colore sono gli stessi, il materiale invece è super high-tech; inoltre è personalizzabile con degli stickers di “Nelson Drop” Piquet, “Ronnie Polar” Peterson e “James Brit Breakfast” Hunt.

Infine, per chi cerca un design assolutamente personale, moderno e dalle linee tese c’è invece il nuovo Kite di Lazer Helmets che grazie alla lente antiappannamento Pinlock e diverse zone riflettenti garantisce una visibilità ottimale sia di notte che in condizioni avverse.

Che dire… per ogni testa il casco giusto!

 

photocredit Nephelim

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Young Europe, il film dedicato al tema della sicurezza stradale


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I protagonisti sono cinque ragazzi di oggi. Il ritmo è serrato. I dialoghi sono brevi ed intensi. E poi c’è molta, moltissima musica. La forza di Young Europe, il film di Matteo Vicino dedicato al tema della sicurezza stradale, sta nel sapere maneggiare con maestria un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni. L’obiettivo è molto chiaro: sensibilizzare i giovani sul rispetto del codice della strada, promuovere una cultura della legalità e mostrare come i comportamenti pericolosi alla guida -comprese le “semplici” distrazioni- possano portare a conseguenze irreparabili. Vincitore dell’edizione 2012 del Milano International Film Festival, la pellicola è stata gratuitamente proiettata in questi giorni in ben 80 sale cinematografiche italiane e ha coinvolto nella visione oltre 50 mila studenti.

Young Europe non è un prodotto di carattere commerciale, ma uno strumento di formazione. Il film è infatti l’ultimo e importante tassello della campagna di sicurezza stradale promossa sin dal 2001 dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, la Fondazione ANIA e il Dipartimento di Psicologia della Sapienza. Questo progetto tutto italiano denominato “Icaro”, ha avuto il merito di sperimentare forme di comunicazione che parlassero la stessa lingua dei ragazzi: i messaggi di prevenzione degli incidenti stradali hanno preso così la forma della performance teatrale, del musical e della letteratura. Preso a modello dall’U.E. nel 2009, Icaro è stato esportato nell’ambito europeo del progetto ICARUS (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety) che coinvolge anche i dipartimenti di Polizia degli stati membri.

 

Ora tocca al cinema, ed ecco il lungometraggio Young Europe! Il giovane regista bolognese Matteo Vicino ha portato sullo schermo il suo omonimo romanzo grazie all’imput iniziale di Elisabetta Mancini, Vice Questore della Polizia di Stato. È un film corale, che mostra la quotidianità di alcuni ragazzi europei attraverso il loro punto di vista: c’è Josephine, una parigina sola con una natura “ribelle”; Julian è invece un diciassettenne irlandese che subisce il fascino di un’avvenente e calcolatrice lettrice di spagnolo; e poi il figlio di un poliziotto di nome Federico e la sua coetanea Annalisa, che entreranno in contatto con la superficialità di un quarantenne mai cresciuto. Tutti sono accomunati dall’ amara esperienza di un incidente stradale, e questo è un monito rivolto anche al mondo degli adulti, che non sempre offrono un modello di comportamento esemplare.

I promotori riportano un dato emblematico: l’incidente stradale è la prima causa di morte per i giovani in Europa, con una triste media di 100 vittime al giorno. Per sviluppare un senso critico nei giovani cittadini e in quelli di tutte le età, tali iniziative sulla sicurezza stradale sono preziosissime e da diffondere in maniera capillare. Per questa ragione Young Europe è gratuito ed accessibile: se non l’avete ancora visto al cinema, potete vederlo qui.

Dialogo raccoglie l’invito di Young Europe e lo gira a tutti voi:

è possibile visualizzare il film completo YOUNG EUROPE versione Italiana totalmente gratuitamente grazie alla collaborazione con YOUTUBE Italia. Chiediamo a chiunque veda il film di condividerlo in ogni forma e modo attraverso social network, passaparola, e a chi possa contribuire nelle proprie piattaforme. Young Europe è Prodotto dalla Polizia di Stato, Governo Italiano, Comunità Europea con il supporto Di Fondazione Ania e Università La Sapienza. NON ha alcun fine di lucro. I diritti Youtube sono proprietà di Showbiz Inc.
(fonte ww.showbiz-movies.com/)

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Il decalogo della mobilità delle donne per le donne


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Migliorare la mobilità cittadina per le donne e aumentarne la sicurezza. È questo l’obiettivo della Carta della mobilità delle donne, presentata da Federmobilità, in collaborazione con Adiconsum. Si tratta di una sorta di decalogo che, a punti, illustra le migliorie che devono essere fatte per venire incontro alle esigenze delle donne che si muovono in città con i mezzi pubblici. Perché una recente indagine di Eurobarometro ha messo in luce come il gentil sesso utilizzi i trasporti pubblici più degli uomini (23% contro 18%) e si muova non a ridosso delle ore di punta e con spostamenti multi-stop, ovvero compiendo una serie di fermate intermedie per fare commissioni quotidiane, portare i figli a scuola, sbrigare pratiche. E’ proprio per queste donne-tuttofare, vere eroine della nostra contemporaneità, che è pensata questa carta. Le richieste sono semplici e, se in alcuni casi necessitano di investimenti, in altri sono realizzabili razionalizzando i servizi già esistenti.

I primi cinque punti si soffermano sul concetto di sicurezza: ecco che è auspicabile avere fermate luminose con punti di comunicazione con i centri di sorveglianza, posti riservati per le donne più vicino al conducente, carrozze e scomparti rosa sui treni a lunga percorrenza e notturni, parcheggi per le donne sicuri e facilmente raggiungibili, un più semplice accesso ai mezzi pubblici con i passeggini.

Il decalogo continua analizzando altri fattori, legati anche al mondo del lavoro: è richiesta una maggiore presenza femminile nella governance delle aziende di trasporto e della pubblica amministrazione. Inoltre si richiede vengano applicate tariffe rosa per i servizi alla mobilità (car sharing, taxi in orari notturni e biglietti multi corsa). Che la “mobilità di genere” sia ormai un fenomeno da prendere in considerazione l’ha dimostrato anche il Parlamento Europeo, che lo scorso maggio aveva dedicato una giornata allo studio «The role of women in the green economy – The issue of mobility». Perché una buona mobilità migliora la qualità della vita e, non solo, influisce in modo positivo sull’ambiente, riducendo l’annoso problema dell’inquinamento.

 

photocredit:  [phil h]

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Il Drunk Simulator per arginare la “guerra” sulle strade


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Non la chiamano guerra, però ogni anno fa migliaia di vittime. Non è combattuta a suon di proiettili e pallottole, ma non deve essere considerata meno pericolosa. L’abuso di alcool è una delle ragioni principali di incidenti stradali, soprattutto tra i giovani. I dati recentemente diffusi dal Ministero della salute, relativi al 2011, parlano chiaro: in Italia 9 conducenti ubriachi su 10 sono maschi e uno su tre ha meno di 28 anni. Ma il fenomeno coinvolge anche il gentil sesso, l’aumento delle donne ubriache al volante è consistente. Ecco che per sensibilizzare i giovani a un tema che li tocca da vicino è arrivato il Drunk Simulator.

 

Si tratta di un simulatore realizzato per volontà del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, Giuseppe Colosio, al fine di far provare ai ragazzi cosa vuol dire guidare da ubriachi. E’ possibile scegliere tra cinque tassi di ebrezza ed è in grado di far vedere come, anche le azioni più semplici e meccaniche, diventano complicate agli occhi di un ubriaco. Partendo dalla prima, ovvero inserire la chiave nel cruscotto per far partire l’automobile. Perché quando si alza troppo il gomito persino quell’azione diventa complicata, difficile, figuriamoci una curva o una frenata improvvisa.

 

L’obiettivo è uno e uno solo: ridurre quelle “dannate stragi del sabato sera” e incrementare la sicurezza stradale. Il fatto che proprio dalla scuola arrivi un’iniziativa simile è positivo!  L’istituzione scolastica, infatti, deve avere un ruolo importante e educativo non solo a livello culturale, ma anche sui piccoli grandi temi della vita di tutti i giorni. Ed è proprio la scuola, tra l’altro, che vive sulla sua pelle i drammi di queste perdite, l’idea infatti è nata dopo aver visto i danni che l’alcool provoca sui giovani.

Il nome del progetto già dice tutto: BrainDrive, ovvero guida con cervello!

 

photocredit:  mugley

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12 febbraio 2013  |  News, Sicurezza Stradale  |   |  Nessun commento

Gomme forate? Con i pneumatici senza aria saranno solo un ricordo


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Il vocabolario italiano avrà bisogno di una rivisitazione perché lo pneumatico del futuro (ovvero da definizione il copertone di rivestimento in gomma della ruota di un veicolo) non sarà più pneumatico, aggettivo che indica “qualcosa che deve essere gonfiato con aria per funzionare”. Bridgestone sta infatti lavorando a una rivoluzione enorme in questo settore, cioè alla realizzazione dei primi pneumatici senza aria, non a caso chiamati AirFree.

 

Potrebbero arrivare sul mercato già nel 2015, per ora sono in fase di studio e di progettazione, ma la notizia è una di quella che scuote il mondo delle auto: una ventata di aria fresca, rigorosamente green.  Gli AirFree sono pensati per essere riciclabili al 100% in tutte le loro parti, dalla gomma del battistrada alla plastica fino all’acciaio del cerchione. E il cambio gomme? Beh, se il progetto dovesse andare in porto come previsto sarà solo un lontano ricordo. Il nuovo prototipo di Bridgestone, infatti, azzera il rischio di foratura grazie alla struttura del pneumatico realizzata in resina termoplastica che non necessita di aria in pressione e che ne mantiene l’architettura grazie a una intelaiatura intrecciata, a una struttura a raggi nei fianchi interni della ruota. Niente forature, dunque, niente controlli alla pressione delle ruote,  e Niente ruota di scorta.  In questo modo l’auto viaggerà un po’ più leggera e il vostro portabagagli conquisterà più spazio.

 

Sarà la fine della professione del gommista? Macché. Semplicemente il loro lavoro cambierà: perché questi pneumatici sono pensati per essere personalizzati, con immagini e colori a proprio piacimento.Certo, Si tratta di un’idea green e al tempo stesso safe: i sistemi di sensori posti sui copriruota permetteranno al conducente di ricevere tutte le informazioni per una guida più serena.

 

Qualche quesito ancora però non ha trovato risposta: la struttura che forma gli AirFree rischia di imprigionare oggetti tra i raggi? Quale sarà il costo finale per l’acquirente? Quanto consumerà l’intelaiatura interna? Anche se i dettagli sono ancora da definire una cosa è certa, la strada è quella giusta!Riduzione dei tempi, meno costi di manutenzione e un passo avanti nella battaglia per la tutela dell’ambiente. Scusate se è poco.

 

 

photocredit 

atomicshark

 

 


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Quali sono le infrazioni più frequenti al volante? Ecco le statistiche


Parked

 Dati alla mano le infrazioni al codice della strada in Italia sono molto frequenti, nonostante si siano implementati notevolmente i controlli e siano previste sanzioni a punteggio sulla patente di guida, oltre che pecuniarie. Le statistiche a riguardo sono molto allarmanti se si pensa che ben il 70% degli automobilisti non rispetta le basilari regole di circolazione oppure le rispetta in maniera parziale, mettendo a repentaglio la propria sicurezza e quella degli altri automobilisti nonché passeggeri.

 

Dall’indagine Ipsos patrocinata da Ania “Gli italiani e il rispetto delle regole”, emerge chiaramente come il Bel Paese non sia di certo un esempio per disciplina e correttezza. La violazione delle regole della strada sembra quasi essere una prassi più che un’eccezione e dalle dichiarazioni degli intervistati il Codice della strada è al 5° posto per importanza di insieme di regole da rispettare.

 

I telegiornali e i numerosi casi di cronaca sono testimoni diretti delle conseguenze di questo atteggiamento che portano a incidenti, più o meno gravi, che causano anche notevoli disagi dal punto di vista del traffico. L’84% degli italiani si è dichiarato favorevole ad una normativa e delle sanzioni più rigide, ma una volta al volante la percentuale di chi rispetta tutte le regole, e in particolare i limiti di velocità, si abbassa a soglie davvero sorprendenti.

 

Ma quali sono le infrazioni più diffuse, ossia le norme considerate meno “importanti” dagli automobilisti italiani? Al primo posto si trova a sorpresa la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. I limiti imposti vengono definiti “troppo restrittivi” anche se sono esattamente allineati agli standard europei. Al secondo posto arriva invece il limite di velocità che nel 52% dei casi viene bypassato o non preso in considerazione, in particolare su alcune tipologie di strade e per la diffusione di automobili sempre più potenti che non lasciano percepire al meglio la velocità a cui si viaggia, mentre la terza infrazione ritenuta poco importante quando si è alla guida è il passaggio col rosso al semaforo.

 

 photocredit  Andy Wilson via Compfight

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