Parcheggi rosa e altre agevolazioni per automobilisti donne


 

Se avete fatto viaggi all’estero o in alcune città nostrane, avrete di certo notato come anche in Italia si stiano diffondendo alcune particolari attenzioni rivolte a donne in dolce attesa o con bambini piccoli al seguito che viaggiano in auto. I parcheggi rosa, questo il nome scelto per queste agevolazioni nei posteggi in città e in particolari zone, sono sicuramente una valida iniziativa che può agevolare e rendere più semplice la vita  anche a mamme che viaggiano con passeggini e vogliono comunque essere autonome.

 

Il parcheggio rosa è un’agevolazione non prevista dal codice della strada, come invece lo sono quelle relative ai disabili che per legge devono esporre un tesserino apposito rilasciato dal Comune di residenza e possono segnalare eventuali abusi che vengono sanzionati, ma è semplicemente una modalità che viene adottata a discrezione dell’amministrazione comunale e che va  rendere più facile la vita a mamme con bebè in pancia o a bordo. Un atto di senso civico utile per una cittadinanza più attiva e consapevole.

Ma qual è l’effettiva utilità di questi posti riservati? E’ solo una semplice comodità? Il principio è molto semplice: grazie ad una certificazione reperibile presso il comune di residenza, si può parcheggiare all’interno delle postazioni delimitate dalle strisce rosa a terra senza dover certificare con analisi o con caratteristiche fisiche il proprio stato di gravidanza. In poche parole non vi è l’obbligo di pagare la sosta nelle aree dove il pagamento è previsto e non si devono affrontare imbarazzanti situazioni nei primi mesi di gravidanza, quando questa non è ancora del tutto evidente. Questa agevolazione è a disposizione fino ai 2 anni di età del bimbo, quando sarà più autonomo e parcheggiare non sarà più un problema.

 

L’iniziativa al momento della sua introduzione ha avuto subito un discreto riscontro soprattutto nelle grandi città, ma sempre più necessarie sono queste iniziative da parte delle amministrazioni comunali anche di piccoli centri e in particolare nelle aree limitrofe ad ospedali, ambulatori specializzati e centri analisi che devono essere frequentati in maniera continuativa durante i 9 mesi di dolce attesa.

 

 

photocredit  Dr Joolz

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20 novembre 2012  |  News, Sicurezza Stradale  |  ,


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