Caschi, moda 2013: quando il design è al servizio della sicurezza


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Per ogni viaggio su due ruote che si rispetti, gli elementi fondamentali sono sicuramente il comfort e la sicurezza. A questo binomio si aggiunge la dimensione estetica, sempre meno trascurabile per le case produttrici che ne fanno spesso il segno distintivo.

Se motocicli e ciclomotori sprigionano sempre di più eleganza e ricercatezza, anche i progettisti di accessori e caschi  hanno seguito questo trend, proponendo modelli unici ed accattivanti. Il casco – obbligatorio per legge ed essenziale per la protezione del centauro – unisce sempre di più la funzionalità con la bellezza del suo design, ed è diventato un simbolo per sapersi distinguere con stile. Le ultime novità della stagione 2013 si muovono tra il vintage e l’avanguardia, riuscendo a soddisfare tutte le sensibilità estetiche…anzi, tutte le teste!

Per la categoria jet, da segnalare il sempreverde modello R/T, divenuto celebre anche grazie a Steve Mc Queen.

Al modello classico in stile elicotterista, la casa produttrice Bell ha aggiunto una strabiliante visiera chiamata “Bubble”.

Anche il design adottato da Dainese e Torneo strizza l’occhio al passato; il primo propone modelli retrò anni ’50 con calotta tonda e bottoni automatici per installare una visiera fissa sia in versione Solid (bianca) che Multi (verde con grafiche); il secondo, oltre al classico “palla da baseball” bianco, lancia esemplari ancor più vintage che celebrano i palloni da calcio e da football americano degli anni ’60.

Con il nuovo modello Cruiser, MomoDesign ha scelto invece una chiave modernissima e stilosa con calotta in fibra di vetro e carbonio.

La Martina mantiene cromie bicolor molto intense ed aggressive arricchite da una fascia che avvolge il casco richiamando il marchio.

Non si possono certo tralasciare i motivi in stile fumetto di Braccialini: alcuni modelli sono un omaggio all’estate e al mare  grazie a colori che esplodono di solarità; altri con spensieratezza ed ironia riescono a farci sorridere anche davanti ad un ingorgo metropolitano, grazie a decorazioni composte dalle insegne che regolano il traffico..

Se invece volete a tutti i costi l’alta moda e non dovete badare troppo al portafoglio ci sono i caschi disegnati direttamente dagli atelier Trussardi e Borsalino.

Per accontentare tutti gli amanti dei miti della F1 anni ’70 ecco un altro tuffo nel vintage. Dopo 40 anni è disponibile il Bell Star, il primo casco integrale della storia: la forma e il colore sono gli stessi, il materiale invece è super high-tech; inoltre è personalizzabile con degli stickers di “Nelson Drop” Piquet, “Ronnie Polar” Peterson e “James Brit Breakfast” Hunt.

Infine, per chi cerca un design assolutamente personale, moderno e dalle linee tese c’è invece il nuovo Kite di Lazer Helmets che grazie alla lente antiappannamento Pinlock e diverse zone riflettenti garantisce una visibilità ottimale sia di notte che in condizioni avverse.

Che dire… per ogni testa il casco giusto!

 

photocredit Nephelim

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“BEE”: L’AUTO AD ENERGIA SOLARE


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Da pochi giorni è sbarcato a Napoli il Bee Green Mobility sharing, un nuovo progetto all’insegna della mobilità sostenibile che vede protagonista un modello di auto alimentato ad energia solare: il suo nome è “Bee” e richiama non solo il ronzio dell’ape ma anche la sua libertà di movimento. L’iniziativa nasce da un’idea dell’azienda partenopea NHP – acronimo di Nea-Helio-Polis, la Nuova Città del Sole – in partnership con Renault con lo scopo di creare una rete urbana di condivisione di mezzi a basso consumo.

Nella prima fase dell’eco-progetto le autovetture disponibili per i cittadini sono cinquanta, con postazioni denominate “Bee Point” e dislocate in venti punti strategici della città. I vantaggi sono molteplici: meno impatto sull’ambiente, facilità di movimento e risparmio. Innanzitutto l’utilizzo di “Bee” contribuisce ad abbattere le immissioni di polveri sottili e di CO2; inoltre le caratteristiche dell’auto – una Twizy Renault biposto larga 1.19 m e lunga 2.3 m – permettono uno spostamento più agile nel traffico cittadino con un’autonomia di circa 80km, ovvero dieci volte la distanza che copre mediamente un automobilista in città; a ciò si aggiunge l’accessibilità di parcheggio in appositi spazi a lei dedicati e il libero accesso alle isole pedonali ed alle Zone di Traffico Limitato (ZTL).

Un altro aspetto positivo è l’abbassamento dei costi per il cittadino: si paga solo il tempo di impiego e il mezzo è riconsegnabile in ciascuna delle venti postazioni autorizzate; in più il costo di assicurazione, carburante e manutenzione sono compresi nel prezzo. Per usufruire per la prima volta del servizio di car sharing è necessaria una pre-registrazione on-line, mentre nelle occasioni di utilizzo successive basta recarsi presso il “Bee Point” più vicino o chiamare un numero verde. Per andare incontro alle diverse esigenze di ogni singola persona, sono previsti diversi tipi di abbonamento:  giornaliero, weekend, settimanale, mensile e annuale, con sconti per gli  “under 25″ e gli “over 65”.

Il Bee Green Mobility sharing sta vivendo la così detta “fase pilota” e si è stimato che entro il 2015 le auto ecologiche disponibili a Napoli saranno 250 con ben 100 Bee Point. Il progetto partecipa inoltre a  “World you like” (“Un mondo come piace a te”), il concorso lanciato dall’Unione Europea e mirato a premiare le soluzioni più efficaci in termini di riduzione dell’impatto ambientale e di risparmio. Da maggio sarà possibile votare sul portale (http://world-you-like.europa.eu/it/) l’iniziativa che riterrete più lungimirante.

 

credit: http://www.bee.it/


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Young Europe, il film dedicato al tema della sicurezza stradale


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I protagonisti sono cinque ragazzi di oggi. Il ritmo è serrato. I dialoghi sono brevi ed intensi. E poi c’è molta, moltissima musica. La forza di Young Europe, il film di Matteo Vicino dedicato al tema della sicurezza stradale, sta nel sapere maneggiare con maestria un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni. L’obiettivo è molto chiaro: sensibilizzare i giovani sul rispetto del codice della strada, promuovere una cultura della legalità e mostrare come i comportamenti pericolosi alla guida -comprese le “semplici” distrazioni- possano portare a conseguenze irreparabili. Vincitore dell’edizione 2012 del Milano International Film Festival, la pellicola è stata gratuitamente proiettata in questi giorni in ben 80 sale cinematografiche italiane e ha coinvolto nella visione oltre 50 mila studenti.

Young Europe non è un prodotto di carattere commerciale, ma uno strumento di formazione. Il film è infatti l’ultimo e importante tassello della campagna di sicurezza stradale promossa sin dal 2001 dalla Polizia di Stato in collaborazione con il Ministero dell’istruzione, la Fondazione ANIA e il Dipartimento di Psicologia della Sapienza. Questo progetto tutto italiano denominato “Icaro”, ha avuto il merito di sperimentare forme di comunicazione che parlassero la stessa lingua dei ragazzi: i messaggi di prevenzione degli incidenti stradali hanno preso così la forma della performance teatrale, del musical e della letteratura. Preso a modello dall’U.E. nel 2009, Icaro è stato esportato nell’ambito europeo del progetto ICARUS (Inter-Cultural Approaches for Road Users Safety) che coinvolge anche i dipartimenti di Polizia degli stati membri.

 

Ora tocca al cinema, ed ecco il lungometraggio Young Europe! Il giovane regista bolognese Matteo Vicino ha portato sullo schermo il suo omonimo romanzo grazie all’imput iniziale di Elisabetta Mancini, Vice Questore della Polizia di Stato. È un film corale, che mostra la quotidianità di alcuni ragazzi europei attraverso il loro punto di vista: c’è Josephine, una parigina sola con una natura “ribelle”; Julian è invece un diciassettenne irlandese che subisce il fascino di un’avvenente e calcolatrice lettrice di spagnolo; e poi il figlio di un poliziotto di nome Federico e la sua coetanea Annalisa, che entreranno in contatto con la superficialità di un quarantenne mai cresciuto. Tutti sono accomunati dall’ amara esperienza di un incidente stradale, e questo è un monito rivolto anche al mondo degli adulti, che non sempre offrono un modello di comportamento esemplare.

I promotori riportano un dato emblematico: l’incidente stradale è la prima causa di morte per i giovani in Europa, con una triste media di 100 vittime al giorno. Per sviluppare un senso critico nei giovani cittadini e in quelli di tutte le età, tali iniziative sulla sicurezza stradale sono preziosissime e da diffondere in maniera capillare. Per questa ragione Young Europe è gratuito ed accessibile: se non l’avete ancora visto al cinema, potete vederlo qui.

Dialogo raccoglie l’invito di Young Europe e lo gira a tutti voi:

è possibile visualizzare il film completo YOUNG EUROPE versione Italiana totalmente gratuitamente grazie alla collaborazione con YOUTUBE Italia. Chiediamo a chiunque veda il film di condividerlo in ogni forma e modo attraverso social network, passaparola, e a chi possa contribuire nelle proprie piattaforme. Young Europe è Prodotto dalla Polizia di Stato, Governo Italiano, Comunità Europea con il supporto Di Fondazione Ania e Università La Sapienza. NON ha alcun fine di lucro. I diritti Youtube sono proprietà di Showbiz Inc.
(fonte ww.showbiz-movies.com/)

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Nuovo make-up per Mercedes-Benz


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Elegante, confortevole, sicura e dal design accattivante. La Classe A di Mercedes Benz piace, a tutti. Agli uomini, che ne apprezzano le doti tecniche, e alle donne ; non a caso un acquirente su tre appartiene al gentil sesso. Ed è proprio il pubblico femminile nel mirino della casa madre in questo momento: sono proprio le donne il target di riferimento per l’ultima trovata targata Mercedes-Benz. Non si tratta di una nuova auto, bensì di una collezione di smalti, che porta il nome di A-Nail Collection.

Che moda e motori vadano a braccetto, è ormai cosa risaputa. Si pensi alla Lancia Ypsilon Versus griffata Versace, alla Fiat 500 by Gucci o alla Citroën C3 realizzata con l’impronta fashion di Dolce & Gabbana. E ancora si pensi a quante case automobilistiche si sono lanciate nel settore moda e interior design, come Chevrolet che ha commissionato una capsule fashion a Issac Mizrahi fatta di borse, orologi e scarpe. Eppure fino ad ora il mondo dei motori non si era mai interfacciato con quello del make-up.

Il risultato è sensazionale: tre smalti, tre colori, espressioni della grinta e del carattere di Classe A. C’è il Rosso Jupiter per le donne passionali e focose, il grigio monolite metallizzato per chi vuole comunicare eleganza e raffinatezza e, infine, il blu mari del Sud metallizzato, lo smalto ideale per la donna semplice, tenera, romantica e al tempo stesso dinamica (il blu, nel tableau dei significati dei colori, è la nuance che indica il viaggio e il cambiamento).

Fino ad ora l’incursione delle case automobilistiche nel mondo della moda guardava per lo più agli uomini, forte di una convinzione (retrò) che le auto siano una prerogativa del sesso “forte”. Mercedes-Benz con questa novità va oltre alle tradizioni e alle credenze, aprendo la porta alle donne, sempre più affascinate dal glamour e dai motori.

 

photocredit  Anne Ruthmann

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26 marzo 2013  |  News  |   |  Nessun commento

In vino energia


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“In vino… energia”, si potrebbe dire stravolgendo il celebre detto “in vino veritas”. Perché dallo scorso dicembre le vinacce non sono più materiali vegetali di scarto, bensì un nuovo biocarburante pronto a dimostrare ancora una volta come ecologia e energie alternative possano essere utilizzate al servizio dell’industria.

La rivoluzione è rigorosamente made in Italy e porta la firma di due aziende di Novara, Torraccia del Piantavigna e Distilleria Francoli, che hanno avuto il lampo di genio di creare il primo forno in grado di produrre energia grazie a vari materiali di scarto, come la vinaccia, il legno di potatura dei vigneti, la lolla di riso e l’erba tagliata. E funziona! Il risultato è di 1 MW di energia prodotta ogni ora, molto più di quella necessaria per il fabbisogno delle aziende stesse, che si calcola essere circa del 10% rispetto all’energia totale prodotta. Il merito di Torraccia del Piantavigna e Distilleria Francoli è quello di aver messo a punto il primo forno in grado di elaborare materiali differenti, creando una sorta di piccola centrale elettrica. Il funzionamento del forno è tutto sommato semplice: portando (per combustione) ad ebollizione l’acqua della caldaia, il calore attiverà la turbina destinata a produrre energia elettrica. Il progetto è green al 100%: l’acqua di raffreddamento sarà riutilizzata e recuperata per il riscaldamento di serre e allevamenti di pesce. La cenere prodotta in seguito alla combustione del materiale vegetale verrà poi utilizzata da una ditta di concimi per realizzare un compost naturale. E, come se tutto questo non bastasse, anche le emissioni di C02 generate durante il processo di combustione verranno recuperate: saranno infatti utilizzate nelle serre destinate alla coltivazione di ortaggi con concimazione carbonica, ovvero in quelle serre in cui è necessario creare un ambiente ricco di anidride carbonica per accelerare la fotosintesi clorofilliana e incrementare la produttività.

Questa speciale centrale sarà messa a disposizione del territorio: anche le altre cantine potranno usufruirne (e guadagnarci in base alla quantità di materiale di scarto messo a disposizione), così come le amministrazioni comunali della zona che potranno qui smaltire tutto quel materiale che il lavoro di manutenzione di boschi e aiuole produce. In barba a chi dice che il vino fa male.

 

photocredit:  Erin McGuire

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Benzina creata dall’aria: il sacro graal della green economy


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È l’aria il biocarburante del futuro. No, non avete letto male. L’aria. A dirlo sono un gruppo di ricercatori britannici della Air Fuel Synthesis, una piccola ma intraprendente start up inglese che ha da poco messo a segno un’impresa a dir poco epocale, ovvero ha estratto benzina dall’aria, attraverso un processo chimico basato sull’interazione dell’idrogeno presente nell’acqua con il diossido di carbonio che vi è nell’atmosfera. Una vera e propria evoluzione che potrebbe trasformare tutto il settore dei carburanti e, al tempo stesso, annientare uno dei principali gas serra presenti nell’atmosfera. Insomma, si potrebbe dare un nuovo volto al mondo intero, risolvendo (o per lo meno attenuando) la crisi energetica e il riscaldamento globale.

Gli studiosi sono infatti riusciti a produrre, in una piccola raffineria a Stockton-on-Tees, nel nord-ovest del Regno Unito, ben cinque litri di benzina usando solo anidride carbonica e vapore d’acqua. Si tratta quindi di una benzina pulita, sintetica, ben lontana da quella proveniente da fonti fossili che allo stato attuale si trova in tutte le nostre vetture, auto, moto, bus, camion e via dicendo.

Non stupisce che i giornali inglesi abbiano dedicato alla notizia le prime pagine, con tanto di titoloni che gridavano al “sacro graal della green economy”. Finalmente una benzina pulita che si potrebbe produrre su larga scala senza il bisogno di grandi investimenti per realizzare nuove infrastrutture. I risultati, nel giro di pochi anni, potrebbero essere enormi anche se attualmente il progetto è ancora in fase di studio (e i costi per la creazione del carburante ancora troppo alti). Tuttavia una volta abbattuto l’inghippo economico (la storia dimostra che è solo questione di tempo), la benzina prodotta dall’aria potrebbe diventare all’ordine del giorno.

Ad appoggiare il progetto c’è anche un nome che è una garanzia: la storica Institution of Mechanical Engineers, l’istituzione britannica attiva dalla metà del 1800 nel campo della ricerca scientifica.

 

photocredit:  Sprengben

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Il Drunk Simulator per arginare la “guerra” sulle strade


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Non la chiamano guerra, però ogni anno fa migliaia di vittime. Non è combattuta a suon di proiettili e pallottole, ma non deve essere considerata meno pericolosa. L’abuso di alcool è una delle ragioni principali di incidenti stradali, soprattutto tra i giovani. I dati recentemente diffusi dal Ministero della salute, relativi al 2011, parlano chiaro: in Italia 9 conducenti ubriachi su 10 sono maschi e uno su tre ha meno di 28 anni. Ma il fenomeno coinvolge anche il gentil sesso, l’aumento delle donne ubriache al volante è consistente. Ecco che per sensibilizzare i giovani a un tema che li tocca da vicino è arrivato il Drunk Simulator.

 

Si tratta di un simulatore realizzato per volontà del direttore dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia, Giuseppe Colosio, al fine di far provare ai ragazzi cosa vuol dire guidare da ubriachi. E’ possibile scegliere tra cinque tassi di ebrezza ed è in grado di far vedere come, anche le azioni più semplici e meccaniche, diventano complicate agli occhi di un ubriaco. Partendo dalla prima, ovvero inserire la chiave nel cruscotto per far partire l’automobile. Perché quando si alza troppo il gomito persino quell’azione diventa complicata, difficile, figuriamoci una curva o una frenata improvvisa.

 

L’obiettivo è uno e uno solo: ridurre quelle “dannate stragi del sabato sera” e incrementare la sicurezza stradale. Il fatto che proprio dalla scuola arrivi un’iniziativa simile è positivo!  L’istituzione scolastica, infatti, deve avere un ruolo importante e educativo non solo a livello culturale, ma anche sui piccoli grandi temi della vita di tutti i giorni. Ed è proprio la scuola, tra l’altro, che vive sulla sua pelle i drammi di queste perdite, l’idea infatti è nata dopo aver visto i danni che l’alcool provoca sui giovani.

Il nome del progetto già dice tutto: BrainDrive, ovvero guida con cervello!

 

photocredit:  mugley

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12 febbraio 2013  |  News, Sicurezza Stradale  |   |  Nessun commento

Zet Zero Emission Territory: quando ecologia si sposa con mobilità


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Economia, ecologia, mobilità. Tre parole, tre principi, in un unico progetto. Ovvero Zet Zero Emission Territory: il primo corridoio stradale elettrico d’Italia. Parliamo di un futuro immediato perché il progetto, presentato lo scorso ottobre alla MobilityTech 2012 di Milano, partirà nel 2013. Lo scopo? Dimostrare come le auto elettriche possano essere una realtà concreta anche per chi deve compiere medie distanze in una macro-area urbanizzata densamente popolata. Infatti l’asse di riferimento di Zet Zero Emission Territory è quello di Milano-Brescia, un tratto di autostrada congestionato destinato a diventare in breve tempo il primo esempio italiano di autostrada elettrica. Novantasette chilometri, 72 vetture elettriche in car sharing, 18 aree di parcheggio posizionate a ridosso dei caselli autostradali, 10 punti di fast charge (ovvero ricarica rapida) situati nei punti di sosta,  sono questi i numeri di Zet!

 

Si tratta di uno dei primi piani volti a dimostrare che le auto elettriche possono davvero cambiare la nostra vita e la tempistica è quella giusta. E’ nel 2013, infatti, che saranno attivi gli incentivi previsti dal Decreto Sviluppo per tutti coloro che vorranno comprare o noleggiare auto elettriche,  il bonus previsto è di 5mila euro (rottamando la vecchia auto) per l’acquisto di una vettura elettrica o ibrida con emissioni inferiori a 50g/km di CO2.

 

La scelta del corridoio stradale è tutto fuorché casuale: i 97 chilometri che separano Milano da Brescia contano volumi di traffico enormi. Si parla di circa 113mila veicoli ogni giorno, con picchi che arrivano quasi ai 150mila nel tratto di strada compreso tra i caselli di Cavenago e Agrate. In termini di ecologia i vantaggi previsti sono molti: in uno dei tratti più congestionati dello Stivale sarà possibile risparmiare al mese ben 26,3 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e oltre 20mila euro di carburante. Per far sì che tutto ciò diventi reale l’investimento è stato di 3,8milioni di euro divisi tra costi di gestione annuali, costruzione di infrastrutture di ricarica e spese per la flotta. I servizi di car sharing e la produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico renderanno il progetto ancora più green e contribuiranno  a cancellare quella fama che vede il tratto Milano-Brescia come uno dei più inquinati del Bel Paese.

 

 

photocredit: darkwood67

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