Finestre “intelligenti”


windowrain

Le “smart tecnologies” fanno sempre più parte della nostra quotidianità.

Smart-phones, Smart-TV, Smart-glasses, Smart-watches.

L’aggettivo ‘smart’ di solito si riferisce a oggetti che sono interattivi, si connettono a Internet e riescono a compiere azioni autonomamente. In questo senso questo oggetti vengono reputati ‘smart’, ossia “intelligenti”: sono in grado di cogliere degli input, applicare dell’intelligenza come se avessero un cervello, e produrre delle azioni.

Una collaborazione tra ricercatori in Cina e Stati Uniti ha portato allo sviluppo di “smart windows”: finestre che sarebbero in grado di generare energia in maniera autonoma sfruttando le diverse condizioni atmosferiche che si presentano di volta in volta.

In che modo? La chiave in questo caso sta nell’utilizzo di ‘nanogeneratori triboelettrici’ per catturare l’energia. Dietro questi due termini che sembrano astrusi per i non addetti ai lavori c’è in realtà un fenomeno che tutti abbiamo sperimentato nella quotidianità: a chi non è capitato di avvertire l’effetto elettrostatico sfilandosi un maglione o una felpa?

Si tratta appunto di convertire energia meccanica in elettricità sfruttando lo sfregamento di materiali diversi, come accade strofinando una penna a sfera su un paio di jeans.

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Entro il 2018 tutti più sicuri grazie al sistema “e-Call” a bordo dei veicoli


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Il Parlamento europeo ha ufficialmente approvato i sistemi “e-Call”, i dispositivi che allertano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidente stradale. Secondo la disposizione dell’Ue, entro il 31 marzo 2018 questi sistemi salvavita dovranno essere installati sui nuovi modelli di auto e furgoni leggeri. Nei tre anni successivi, poi, la Commissione Ue dovrà valutare l’eventuale estensione dei dispositivi e-Call ad altre categorie di veicoli come autobus, pullman o camion.

Il sistema e-Call utilizza una tecnologia che effettua automaticamente una chiamata d’emergenza al numero 112 in caso di incidenti stradali gravi, permettendo di conoscere immediatamente il tipo e le dimensioni dell’operazione di salvataggio necessaria, l’esatta localizzazione dell’incidente, così da raggiungere il luogo più velocemente e salvare vite, ridurre la gravità delle lesioni e il costo degli ingorghi su strada.

Per tutelare la privacy, nella nuova normativa è stata inserita una clausola di protezione dei dati in modo tale che il sistema di bordo e-Call non sia tracciabile prima dell’avvenuto incidente. La chiamata automatica dovrà fornire ai servizi di emergenza solo le informazioni minime, come ad esempio il tipo di veicolo, il combustibile utilizzato, il momento dell’incidente, la posizione esatta e il numero di passeggeri.

L’utilizzo in tutta l’Ue del sistema di emergenza e-Call a bordo dei veicoli contribuirà a migliorare la sicurezza stradale.

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15 giugno 2015  |  News  |  Nessun commento

La Francia all’avanguardia in sicurezza con l’addestramento al primo soccorso per i futuri patentati


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Quanti di noi sono realmente formati sul primo soccorso, soprattutto su strada?

Per salvare una vita servono sicuramente figure specializzate e accorgimenti mirati; ma a volte un primo soccorso eseguito secondo una prassi corretta può davvero cambiare salvare una vita.

In Italia ad esempio, secondo le statistiche diffuse dai vari 118, l’arresto cardiaco colpisce 1 persona su 1000 all’anno. Inoltre, la percentuale di sopravvivenza dopo un arresto subìto al di fuori di una struttura ospedaliera è solo del 2-5% quando vengono a mancare delle manovre precoci.

È un dato rilevante se si pensa che il numero di decessi per arresto cardiaco è di gran lunga superiore alle morti per carcinoma polmonare, AIDS o incidenti stradali. Il 70% di tali eventi avviene infatti nelle abitazioni private ed in circa il 50% dei casi sono presenti dei testimoni. Testimoni che potrebbero, sapendo come agire, fare la differenza appunto.

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4 maggio 2015  |  News  |  Nessun commento

Bitcoin: la prima moneta virtuale


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È il momento d’oro del Bitcoin: la moneta virtuale ha recentemente superato il valore di 1000 dollari.

Ma di cosa stiamo parlando? Bitcoin è un sistema di pagamento dove la moneta di scambio è digitale ed è costituita appunto dai Bitcoin.

La sua storia è un po’ già leggenda: comincia nel 2008 quando viene pubblicato un documento tecnico firmato da ‘Satoshi Nakamoto’ (uno pseudonimo), dove si descrive nei dettagli quale funzionamento e quali caratteristiche avrebbero avuto i Bitcoin. L’anno successivo viene distribuita la prima versione del software che avrebbe creato questo sistema di interscambio monetario. Il protocollo e il software Bitcoin sono rilasciati in modalità open source e quindi qualsiasi sviluppatore nel mondo può revisionare il codice o creare la propria versione modificata.

Già in passato, negli ambienti hacker e cypherpunk, era emersa l’idea di una nuova forma di denaro virtuale, gestito senza alcuna autorità centrale. Nessuno infatti possiede la rete Bitcoin, ma essa è controllata da tutti gli utenti Bitcoin in giro per il mondo.

I Bitcoin nascono quindi per permettere agli utenti di trasferire pagamenti in maniera sicura grazie a Internet e senza doversi affidare a un intermediario. Si tratta della prima rete decentralizzata di pagamento peer-to-peer.

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13 aprile 2015  |  News, Tecnologia  |  Nessun commento

Apple Car, non solo rumors. Cosa ne pensano le case automobilistiche?


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A poche settimane dal lancio dell’iWatch, l’ultimo visionario prodotto di casa Apple, si affollano i rumors su un progetto ancora più sorprendente che aprirebbe nuove ‘strade’ (letteralmente) al potente marchio della Mela.

La notizia di una possibile “Apple Car” rimbalza da una testata all’altra, raccogliendo dettagli, impressioni e opinioni: tra le ultime indiscrezioni si parla anche di un coinvolgimento di BMW come partner tecnico per lo sviluppo.

Mentre continua la caccia alla news più fresca sull’argomento, CarWow ha concepito un’ipotesi grafica di come potrebbe essere la prima vettura Apple, immaginandola come una coupé.

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6 aprile 2015  |  Curiosità, News, Tecnologia  |  Nessun commento

Novità dal Salone di Ginevra 2015


Ginevra_460 Il Salone di Ginevra, giunto alla sua 85^ edizione, non ha mancato di riservare anche per quest’anno emozionanti novità per gli appassionati delle quattro ruote. Ad esempio, per quanto riguarda Suv e Crossover i dati parlano chiaro: in Italia le vendite sono cresciute del +5,3% (il 20% del mercato mondiale nel 2014). Per questo, non sono mancate novità riguardanti le auto rialzate da terra.

Degne di nota sono state la Q7 e-tron quattro di Audi, esempio di ibrido diesel ed elettrico che consente di raggiungere una potenza combinata di 373 cavalli e un’autonomia in modalità elettrica di 56 Km. Un esemplare unico è poi la Jeep Renegade Hard Steel, nata dalla collaborazione di Jeep, Mopar e del Centro Stile FCA, per il suo carrello uguale al posteriore e contenente gli altoparlanti audio e per questo definito “entertainment station”. L’impianto ha suonato in anteprima proprio alla manifestazione elvetica. 2015-jeep-renegade-steel-3

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30 marzo 2015  |  News, Tecnologia  |  Nessun commento

Toyota Mirai: la prima auto a idrogeno arriva sul mercato


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La ricerca di sistemi di propulsione che utilizzano fonti alternative rispetto ai combustibili fossili ha vagliato diverse strade negli ultimi decenni, per cercare di arginare le problematiche ecologiche connesse. Le linee di sviluppo più approfondite sono state quelle relative al motore elettrico e al motore a idrogeno, che è stato testato a lungo soprattutto per veicoli di trasporto pubblico in Europa (principalmente autobus).

Negli ultimi anni, lo sviluppo delle auto con motore elettrico (o ibrido) ha segnato il successo di questa tipologia di propulsione alternativa, tanto che ormai la maggior parte delle grandi case automobilistiche ha già commercializzato uno o più modelli ‘elettrici’ o ‘ibridi’, mentre tutte le grandi città si stanno dotando di colonnine per la ‘ricarica’ dei mezzi.

E il concept dell’auto a idrogeno? Dopo alcuni anni di ‘silenzio’, sembra destinata a ritornare alla ribalta nei prossimi mesi, proprio nel settore della mobilità privata.

É di poco tempo fa la notizia dei primi successi ottenuti sul mercato dalla Toyota Mirai, la prima vettura al mondo ad idrogeno, equipaggiata con un sistema di celle a combustibile.

Toyota Mirai è stata lanciata in Giappone soltanto lo scorso 15 Dicembre e già ora Toyota ha dovuto annunciare un incremento della produzione prevista, dato il primo importante feedback positivo ottenuto dal mercato. Il nuovo piano prevede un aumento della produzione dalle 700 unità previste nel 2015 fino a 2.000 unità nel 2016 e 3.000 unità nel 2017 (Fonte: Ansa).

Il lancio in Europa e negli Stati Uniti è programmato per il 2015, e in virtù di questi nuovi lanci, Toyota ha deciso di adeguare l’impianto di produzione per rispondere alle crescenti richieste del mercato.

Ma come funziona l’auto a idrogeno? I dispositivi fuel cell (o celle a combustibile) trasformano l’idrogeno in energia per muovere un motore elettrico, rilasciando ancora una volta acqua allo scarico.

Esattamente come le auto elettriche, anche le auto a idrogeno vanno ricaricate attraverso apposite stazioni di rifornimento, che non sono ancora molto diffuse in Europa. Si ripresentano perciò anche per le auto a idrogeno le stesse difficoltà di rifornimento vissute dai primi proprietari di auto elettriche. Per questo motivo Toyota ha dichiarato che la Mirai sarà inizialmente venduta in aree precise, dove si può garantire il rifornimento per le vetture attraverso la presenza di infrastrutture per la ricarica, già presenti o in previsione di costruzione.

A proposito di ricariche, un plus positivo dell’auto a idrogeno rispetto a quelle elettriche è l’autonomia dell’auto tra una ricarica e l’altra: ben 500 km, mentre le auto elettriche in genere non superano i 100-120 km.

Secondo gli ingegneri della Toyota che hanno creato la Prius, la prima auto ibrida a conoscere un buon successo commerciale, il futuro della mobilità personale ‘ecologica’ è senza dubbio connesso all’uso dell’idrogeno.

Non a caso, Mirai significa ‘futuro’ in giapponese.


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10 marzo 2015  |  News, Tecnologia  |  Nessun commento

Le novità dal Motor Show 2014


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300.000 è il numero di visitatori che il Motor Show è riuscito ad accogliere quest’anno. La manifestazione motoristica che quest’anno ha visto protagonisti 21 brand automobilistici si è conclusa il 14 dicembre e ha portato come ogni anno varie novità nel settore e grandi emozioni per i visitatori.

Ferrari ha dato spettacolo con Giancarlo Fisichella a bordo di una Ferrari 150° Italia, vettura che ha disputato il campionato di Formula 1 del 2011, facendo vari pit-stop sul circuito che ospita le esibizioni del Motor Show ed entusiasmando così i molti appassionati presenti.

pitstop

 

Volkswagen ha riallacciato le fila della propria storia tra passato e futuro presentando una rappresentanza delle sette generazioni della Golf, il modello della casa più venduto di tutti i tempi e che quest’anno ha festeggiato i suoi primi quarant’anni.

Nissan Italia si è fatta ugualmente spazio nella manifestazione presentando la gamma completa nel suo stand, dedicato in modo particolare al tema dell’innovazione e caratterizzato infatti dal WI-FI libero per consentire al pubblico la condivisione live sui social network.

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13 gennaio 2015  |  News  |  Nessun commento

I nuovi autobus: elettrici, ecologici e smart!


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Il 2014 porta grandi novità, anche in termini di trasporto pubblico. In vista dell’entrata in vigore dell’Euro 6 infatti BredaMenarinibus ha presentato a Bologna la sua nuova, esclusiva gamma di autobus Euro 6 ed elettrici: Citymood (diesel e metano), Vivacity (diesel e CNG), Zeus (minibus elettrico) ed e-Vivacity, che è la versione completamente elettrica di Vivacity. La BredaMenarinibus ha sede a Bologna, ed è una tra le prime aziende italiane produttrici di autobus. Nata nel 1987, la società ha prodotto circa 7.000 autobus diffuse in tutte le più grandi città italiane: in questo periodo di stagnazione dell’industria la BredaMenarinibus ha cercato di affrontare la crisi puntando tutto sull’innovazione, la tecnologia e il trasporto intelligente.

La particolare novità della nuova gamma consiste nel fatto che è stata pensata in ottica modulare: togliendo o aggiungendo “parti” del veicolo si ottengono autobus di differenti lunghezze, che vanno da circa dieci metri fino a diciotto. La presentazione dei nuovi prodotti è avvenuta a Bologna il 27 novembre 2013, ed erano presenti Nunzio Saporoso e Lorenzo Minelli: rispettivamente il direttore generale, e il capo dell’ufficio tecnico. Stando alle parole dei due responsabili i punti a favore della nuova gamma consiste soprattutto nell’omogeneità dei componenti, il che assicura una facilità di manutenzione, nello stile tutto italiano, e nella visibilità a 180 gradi del parabrezza per la sicurezza di tutti: conducente, passeggeri, e naturalmente altre automobili e pedoni.

Autobus nuovi, ecologici ed esteticamente piacevoli. Ma non sono solo questi i lati positivi! Il trasporto pubblico infatti si fa smart, e si avvicina alle migliori tecnologie per garantire sempre maggiori collegamenti e maggiore sicurezza. Tra questi sistemi, uno in particolare colpisce l’attenzione: si tratta di un dispositivo conta-passeggeri composto da due telecamere per una visione “globale”, già utilizzato negli aeroporti o sulle banchine dei traghetti, e che consente di fornire dati che permettono di comprendere i flussi di traffico non in termini prettamente statistici ma reali, con la conseguenza che aumenterebbe la frequenza del trasporto pubblico solo là dove serve, migliorando i servizi al cittadino.

Grazie all’impiego delle migliori tecnologie i nuovi, fiammeggianti veicoli possiedono inoltre una serie di sistemi per la localizzazione dei mezzi, la videosorveglianza a bordo, la bigliettazione elettronica, l’intrattenimento e le comunicazione al pubblico, e cosa importantissima per la sicurezza la possibilità di trasmettere dati e voce tra veicolo e centrale operativa, per permettere un più rapido intervento là dove ce n’è bisogno. Il lancio della nuova gamma è previsto per la primavera del 2014: i nuovi modelli saranno presentati al Road Show Citytocity Days, l’evento più importante della società BredaMenarinibus destinato alla promozione dei prodotti, e che toccherà l’Italia da Nord a Sud attraverso alcune tra le città più grandi e popolose come Milano, Roma, Napoli, Firenze.

Speriamo di vedere presto questi nuovi mezzi sulle nostre strade, o in generale di vedere un miglioramento sensibile e in tempi rapidi in fatto di trasporto pubblico. Sicurezza, puntualità, pulizia ed ecologia devono essere i punti su cui insistere per creare una rete di trasporto pubblico accessibile a tutti i cittadini, anche al fine di invogliare sempre più persone a “condividere” la mobilità. Pare che il Car Sharing sia ormai diventato una consuetudine in città come Milano, speriamo che il trasporto pubblico non si fermi e migliori di giorno in giorno per garantire a tutti viaggi piacevoli e, soprattutto, sicuri.

 photocredit: Wired 

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Donne e parcheggi: uno studio conferma il cliché


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“Le donne non sanno parcheggiare”, quante volte avete sentito questa frase? E quante volte, da uomo, l’avete detta voi stessi e, da donna, l’avete confermata sorridendo? Posto che esistono sempre e comunque le dovute eccezioni e siamo certi che tra di voi ci siano ragazze bravissime nella pratica del parcheggio, pare che la scienza voglia confermare il cliché. Uno studio tedesco, effettuato da un gruppo di biopsicologi dell’Università di Bochum ha infatti confermato che le donne parcheggiano peggio degli uomini, anche quelle che hanno una lunga esperienza come automobiliste.

Lo studio è stato condotto da una donna: Claudia Wolf, incuriosita dal pregiudizio, ha voluto constatare quanto c’è di vero. Ha ideato questo esperimento proprio ispirata dalla frase sentita così tante volte, per capire quanto ci fosse di vero. Lo scopo era quello di scoprire quali meccanismi cerebrali scattano quando si è impegnati nell’attività di parcheggiare.

I due fattori di centrale importanza sono le capacità spaziali e, sorprendentemente, l’autostima. Se infatti ci si ritiene dei buoni parcheggiatori sarà più facile riuscire nell’impresa. Gli psicologi hanno osservato circa sessanta automobilisti sia maschi che femmine, equamente suddivisi tra esperti e meno esperti, impegnati in varie modalità di parcheggio. Per condurre l’esperimento è stata utilizzata una macchina “neutrale”, mai guidata da nessuna delle persone coinvolte per garantire dati puri, non influenzati dalle circostanze.

Gli uomini sono usciti vincenti dalla prova con tutti i possibili esperimenti: parcheggiando sanno fare manovre più velocemente, e riescono a prendere bene le misure. Diverso discorso per le donne: il primo problema inizia con l’elaborazione dei dati e la corretta misurazione delle distanze, rendendo il parcheggio più arduo.

Inoltre le donne sono tendenzialmente consapevoli di queste debolezze, e questo le rende più insicure. Il risultato dello studio è proprio questo: è vero, gli uomini saranno anche più bravi a parcheggiare, ma le donne non sono certo da meno… Previa una buona dose di autostima! La dottoressa Wolf infatti suggerisce di vedere nel parcheggio non una minaccia, ma una sfida, e partire dal presupposto che “si può fare”, per affrontare la questione con maggiore serenità e sicurezza. Quindi lo studio conferma il cliché, ma scopre anche un modo per debellarlo: donne, abbiate più fiducia in voi stesse perché non c’è niente che non sapete fare!

Dall’altro lato, sempre a proposito di luoghi comuni avrete certamente sentito la frase “Donne al volante pericolo costante”. Ecco, pare che sia completamente da smentire, e questa è un’ottima notizia. Le Assicurazioni italiane le sostengono da anni: i dati fino al 2013 dicono che sono proprio le donne ad aver pagato RCA meno costose, e secondo uno studio australiano pare che sia per automobili che per moto l’84% degli incidenti vede coinvolti gli uomini, mentre gli incidenti riguardanti le donne ammontano al 77%. Pare infatti che le guidatrici siano più caute, pazienti e meno spericolate degli uomini alla guida, hanno maggiore attenzione per ciò che avviene intorno a loro e tendono a rispettare le regole della strada con maggior impegno. Quindi non solo tendono a fare meno incidenti dei maschi, ma la gravità dei sinistri causati dalle donne è quasi sempre inferiore a quella causata dagli uomini.

Purtroppo i luoghi comuni sulle donne alla guida rimarranno sempre tantissimi, e non è escluso che le stesse donne possano decidere di reagire con una risata alle battute che le ritraggono goffe e imbranate. Ma appena saranno loro a guidare riusciranno a dimostrare a tutti quanto si sbagliano, per fortuna!

 photocredit: Coffee and smile

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