Italiane in Formula 1


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“Non è uno sport per ragazze”. Ma chi lo dice? Dal 1950 a oggi sono diverse le donne ad aver corso in Formula 1, tre delle quali provenienti dall’Italia. Maria Teresa De Filippis, napoletana, fu la prima. Nel 1948 vinse la sua prima gara, che si svolgeva nella zona di Salerno, a bordo di una FIAT 500. Attirò l’attenzione di Ernesto Maserati pochi anni dopo, quando nel 1954 arrivò seconda al campionato italiano per vetture sportive.

Proprio con Maserati nel 1958 Maria Teresa arrivò in Formula 1, dove provò a qualificarsi al Gran Premio di Monaco senza successo. L’anno seguente non fu ammessa a correre a Reims a causa del direttore di gara che dichiarò: “L’unico casco che una donna deve mettersi è quello del parrucchiere”, e anche se oggi pare strano, ai tempi l’episodio non suscitò particolare scalpore.

Maria Teresa ha abbandonato la Formula 1 ormai dal 1959, ma non ha mai dimenticato la sua grande passione. In un’intervista ha azzardato un confronto tra Formula 1 degli anni ’50 e quella dei giorni nostri, sostenendo che all’epoca le corse erano più pericolose e i rischi mortali sempre in agguato, ma se potesse tornare indietro rifarebbe tutto quello che ha fatto. Coraggiosa, rivoluzionaria e amante del rischio, proprio come ogni pilota di Formula 1, senza distinzione di genere!

Un’altra “pilotessa” italiana di grande fama fu Maria Grazia “Lella” Lombardi, che entrò in Formula 1 nel 1974. Fu proprio Lella a partecipare alla tragica corsa del 1976 quando l’auto del tedesco Rolf Stommelen travolse cinque spettatori. La gara fu sospesa mentre Lella era in sesta posizione su otto concorrenti, e i direttori di gara decisero di attribuire punteggi dimezzati: quel risultato rimane ad oggi il migliore raggiunto da una donna in Formula 1. Lella Lombardi morì a Milano nel 1992. I motori e le corse rimasero sempre una sua grandissima passione. La sua frase più celebre? Indubbiamente questa: “Preferisco avere un incidente che innamorarmi – ecco quanto amo le corse.” E le amava per davvero, al punto che ancora oggi è considerata una tra le donne pilota più celebri e ammirate al mondo, non solo all’interno della Formula 1 ma in tutte le competizioni sportive.

L’ultima donna italiana a cimentarsi coi motori delle vetture di Formula 1 è la romana Giovanna Amati che dopo lunga gavetta nel 1987 approdò in Formula 3000. Dopo 5 stagioni, debuttò in Formula 1 come seconda guida ufficiale della Brabham. Non riuscì mai a qualificarsi nei primi tre gran premi in Sud Africa, Messico e Brasile e venne sostituita. Giovanna però non si fece abbattere e continuò la sua carriera nel mondo delle corse ottenendo un terzo posto nella classifica del campionato Sports Racing World nel 1999.

Anche Oltreoceano le donne che corrono in gare automobilistiche sono moltissime, e spesso ottengono risultati migliori dei colleghi maschi. In Italia invece il primato degli uomini rimane indiscusso. Uno dei motivi è da ricondurre anche al tipo di gara: in America infatti le piste sono spesso ovali, e per questo le sollecitazioni fisiche sono più sopportabili rispetto a quelle dei Gran Premi di Formula 1.

Ad ogni modo queste tre eroine tutte italiane delle corse dimostrano che niente è impossibile, e che i motori non sono una “cosa da uomini”.

 photocredit: Panorama

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