Il giorno del ringraziamento, tra passato e presente


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Tacchini supersize e zucche arancioni.

È la festa più sentita negli Stati Uniti e anche in Italia è entrata nell’immaginario collettivo soprattutto grazie alla televisione: la Festa del Ringraziamento affonda le radici nel periodo dei Padri Pellegrini. Nel 1620 un gruppo di separatisti della Chiesa anglicana sbarcò nel Nuovo Mondo. Si trattava di un centinaio di profughi religiosi passati poi alla storia con il nome di “Padri Pellegrini”, che si stabilirono nei pressi dell’attuale Massachusetts. A causa del duro inverno e della mancanza di viveri, metà della colonia non sopravvisse al primo inverno.

La primavera seguente furono i nativi indiani a insegnare loro come cacciare, pescare e a coltivare mais e altre colture in quella terra sconosciuta. Da qui nacque l’occasione per organizzare una festa di ringraziamento verso gli indiani che li avevano aiutati, i quali portarono in offerta dei tacchini. Questa “festa del ringraziamento” divenne una ricorrenza celebrata anche negli anni seguenti per festeggiare il raccolto autunnale.

Ai primi del ‘900, cominciarono a diffondersi testimonianze e leggende relative ai quei primi giorni di festeggiamento e rappresentazioni che illustravano Nativi americani e Padri Pellegrini assieme. È così che oggi è impossibile non visualizzare mentalmente questi personaggi insieme a tacchini quando si pensa a questa festività!

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Con l’Indipendenza americana venne stabilito ufficialmente il giorno del Ringraziamento: George Washington lo stabilì per il 26 novembre. Ma fu durante la presidenza di Abramo Lincoln che la festa assunse carattere nazionale e venne fissata all’ultimo giovedì del mese.

Questa festa è oggi occasione per le famiglie americane di riunirsi e ringraziare assieme per quanto si possiede. Inoltre, c’è un forte spirito caritatevole e infatti le associazioni in questa giornata offrono pasti ai senzatetto. La celebrazione prevede di consumare un pasto ispirato a quello dei primi coloni: ossia tacchino, mais, patate, zucche e salsa di mirtilli.

Oggi la festa è contrassegnata anche da una sontuosa parata che avviene a New York, dove la gente si concentra in massa anche per dar inizio allo shopping natalizio, dato il periodo, e che culmina con l’inaugurazione dell’enorme albero di Natale al Rockefeller Center la sera del 30 novembre.

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Se vi trovate da quelle parti in quei giorni, sapete cosa vedere. Altrimenti, se restate in Italia, ecco come ricreare la festa a casa vostra con la ricetta della torta alla zucca che conclude tradizionalmente il pranzo del Ringraziamento!

Ingredienti

- 175 gr di zucca bollita e ridotta a purè
- 100 gr di zucchero
- 1 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino di cannella
- 1 cucchiaino di zenzero in polvere (o fresco)
- 1 pizzico di noce moscata
- 1 cucchiaio di farina
- 2 uova
- 1 tazza di latte
- 2 cucchiai di latte
- 1 base di pastafrolla per dolci confezionata
- panna montata

Procedimento

Unite zucca, zucchero, sale, spezie e farina in una ciotola. Aggiungete quindi le uova miscelando bene il tutto. A questo punto versate il latte e l’acqua. Se il composto vi sembra troppo liquido aggiungete ancora un cucchiaio di farina.

Versate il composto nella base di pastafrolla e cuocete per 15 minuti circa a 250°, poi abbassate la temperatura a 200° e fate cuocere per circa mezzora.

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Buon appetito e buona Festa del Ringraziamento!


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25 novembre 2014  |  Curiosità

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