Finestre “intelligenti”


windowrain

Le “smart tecnologies” fanno sempre più parte della nostra quotidianità.

Smart-phones, Smart-TV, Smart-glasses, Smart-watches.

L’aggettivo ‘smart’ di solito si riferisce a oggetti che sono interattivi, si connettono a Internet e riescono a compiere azioni autonomamente. In questo senso questo oggetti vengono reputati ‘smart’, ossia “intelligenti”: sono in grado di cogliere degli input, applicare dell’intelligenza come se avessero un cervello, e produrre delle azioni.

Una collaborazione tra ricercatori in Cina e Stati Uniti ha portato allo sviluppo di “smart windows”: finestre che sarebbero in grado di generare energia in maniera autonoma sfruttando le diverse condizioni atmosferiche che si presentano di volta in volta.

In che modo? La chiave in questo caso sta nell’utilizzo di ‘nanogeneratori triboelettrici’ per catturare l’energia. Dietro questi due termini che sembrano astrusi per i non addetti ai lavori c’è in realtà un fenomeno che tutti abbiamo sperimentato nella quotidianità: a chi non è capitato di avvertire l’effetto elettrostatico sfilandosi un maglione o una felpa?

Si tratta appunto di convertire energia meccanica in elettricità sfruttando lo sfregamento di materiali diversi, come accade strofinando una penna a sfera su un paio di jeans.

Come si applica questo fenomeno a queste “finestre intelligenti”?

Le finestre sono state sviluppate con materiali “elettrocromici”, cioè in grado di cambiare le loro proprietà ottiche quando stimolati da un campo elettrico esterno.

I progettisti hanno sviluppato due soluzioni adatte sia in caso di pioggia che non. Se piove infatti, la goccia di pioggia si carica positivamente e entra a contatto con la superficie della finestra che invece è ricoperta di silicone caricato negativamente: in questo modo si genera corrente elettrica.

La soluzione in assenza di pioggia invece sfrutta il vento. La finestra ha una struttura a multistrato e tra i diversi strati vi sono delle ‘nano-molle’ che con la forza del vento vengono compresse da questa compressione meccanica si genera ugualmente energia elettrica.

Al momento, la corrente generata viene utilizzata per far cambiare colore alle finestre, da trasparente a blu scuro.

soladigm-windows

Se si considera che le alternative per ottenere questo cambiamento sarebbero utilizzare delle batterie, quindi una soluzione non ecologica, oppure del pannelli solari, che avrebbero oscurato però i vetri, ci si rende conto di quanto sia innovativo questo progetto. E si considerino anche i risultati: un metro quadrato di vetro ha prodotto 130 milliwatts, abbastanza da ricaricare uno smartphone o un pacemaker!

Come afferma il coordinatore del progetto, lo stadio finale a tendere sarebbe quello di produrre energia pulita e illimitata per tutti, prodotta in maniera autonoma da oggetti che ci circondano tutti i giorni, semplicemente sfruttando movimenti, meccanismi e azioni che mai prima avremmo pensato come sorgente di elettricità.


Condividi!

6 luglio 2015  |  Ecologia e Risparmio, News, Tecnologia

I Commenti sono chiusi.

preventivo assicurazione auto preventivo assicurazioni moto preventivo assicurazione altri veicoli