Il 2013 è l’anno delle auto a metano


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Convenienti e green. Con un pieno (che di solito si aggira intorno a una ventina di euro) si percorrono all’incirca lo stesso numero di chilometri di una automobile a benzina o a gasolio, ma le emissioni sono molte meno e le possibilità di circolazione molto più ampie, dato che le auto a metano spesso possono accedere nelle zone a traffico limitano e sono esenti dalle giornate di blocco del traffico. Ecco che il metano (anche grazie agli incentivi statali) diventa la frontiera del 2013, sempre più apprezzata dagli automobilisti sensibili alle tematiche ambientaliste. Volete comprarne una? Non sapete quale scegliere? A seguire, le novità di quest’anno:

—Panda Natural Power
Presente in una doppia versione, la basic e la Trekking (con le sospensioni rialzate): è la nuova Panda più ecologica di sempre, con emissioni bassissime (86 grammi di CO2 per chilometro) e un’ottima autonomia (3,2 chili di metano per 100 km).
–Mercedes Classe B 200 Natural Gas Drive
Non è ancora sul mercato, ma è solo questione di qualche mese. E c’è da scommettere che sarà proprio questo modello a vantare il titolo di auto a metano più chic del momento: la prima auto di classe B alimentata a gas naturale, con consumi bassi e emissioni poco più alte di quelle della Panda.


–Voskswagen Eco Up!
Piccola, ma accessoriata. L’ultima trovata della casa Volkswagen si preannuncia come la vera e propria rivoluzione dell’anno; consuma solo 3 euro di metano per percorrere 100 chilometri, dotata dello stesso motore di altre vetture (Seat Mii e Skoda Citigo) ma curata maggiormente nei dettagli.


– Lancia Ypsilon a metano Twinair
Più alta da terra rispetto alla normale Lancia Ypsilon, perché sotto il pianale (per non intaccare troppo la capacità del bagagliaio) è dotata di due bombole del metano per una capacità complessiva di 12 kg. Presente in due versioni :Silver e la più accessoriata Gold. Da un punto di vista meccanico, il motore è lo stesso della Panda TwinAir Turbo che in termini di prestazioni consuma 3,1kg di metano per 100km.


— Opel Zafira ecoM 1.6 16V Turbo One e Opel Zafira Tourer EcoM 1.6 Turbo
Le due monovolume della Opel sono l’opzione a metano pensata per le famiglie. Non paga, la casa tedesca offre anche la versione a metano del multi-spazio Combo.

 

 

photocredit: ecatoncheires

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In vino energia


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“In vino… energia”, si potrebbe dire stravolgendo il celebre detto “in vino veritas”. Perché dallo scorso dicembre le vinacce non sono più materiali vegetali di scarto, bensì un nuovo biocarburante pronto a dimostrare ancora una volta come ecologia e energie alternative possano essere utilizzate al servizio dell’industria.

La rivoluzione è rigorosamente made in Italy e porta la firma di due aziende di Novara, Torraccia del Piantavigna e Distilleria Francoli, che hanno avuto il lampo di genio di creare il primo forno in grado di produrre energia grazie a vari materiali di scarto, come la vinaccia, il legno di potatura dei vigneti, la lolla di riso e l’erba tagliata. E funziona! Il risultato è di 1 MW di energia prodotta ogni ora, molto più di quella necessaria per il fabbisogno delle aziende stesse, che si calcola essere circa del 10% rispetto all’energia totale prodotta. Il merito di Torraccia del Piantavigna e Distilleria Francoli è quello di aver messo a punto il primo forno in grado di elaborare materiali differenti, creando una sorta di piccola centrale elettrica. Il funzionamento del forno è tutto sommato semplice: portando (per combustione) ad ebollizione l’acqua della caldaia, il calore attiverà la turbina destinata a produrre energia elettrica. Il progetto è green al 100%: l’acqua di raffreddamento sarà riutilizzata e recuperata per il riscaldamento di serre e allevamenti di pesce. La cenere prodotta in seguito alla combustione del materiale vegetale verrà poi utilizzata da una ditta di concimi per realizzare un compost naturale. E, come se tutto questo non bastasse, anche le emissioni di C02 generate durante il processo di combustione verranno recuperate: saranno infatti utilizzate nelle serre destinate alla coltivazione di ortaggi con concimazione carbonica, ovvero in quelle serre in cui è necessario creare un ambiente ricco di anidride carbonica per accelerare la fotosintesi clorofilliana e incrementare la produttività.

Questa speciale centrale sarà messa a disposizione del territorio: anche le altre cantine potranno usufruirne (e guadagnarci in base alla quantità di materiale di scarto messo a disposizione), così come le amministrazioni comunali della zona che potranno qui smaltire tutto quel materiale che il lavoro di manutenzione di boschi e aiuole produce. In barba a chi dice che il vino fa male.

 

photocredit:  Erin McGuire

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Smart City


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Gestione dell’energia. Mobilità. Riduzione dell’impatto ambientale. Sono questi i requisiti fondamentali per far sì che una città rientri all’interno di quell’ambita definizione di Smart City, ovvero città intelligente, città del futuro. Non si tratta di utopia, ma di progetti reali che hanno trasformato l’aspetto di alcune importanti metropoli.

In testa c’è Barcellona, che da tempo, ha attuato una politica green grazie a una partnership tra Comune e alcune compagnie internazionali: dal 2000, ad esempio, ha imposto a tutti gli edifici che raggiungono una determinata soglia di altezza di utilizzare energia solare e ha incentivato l’uso di auto elettriche installando oltre 200 stazioni di rifornimento in città. Nelle vicinanze, a Sant Cugat, sono stati posizionati dei sensori all’interno delle fontane per monitorare lo spreco di acqua pubblica. I sensori si trovano persino sui cestini dei rifiuti, in modo tale da ottimizzarne lo smaltimento.
Non ha nulla da invidiare alla città catalana la capitale britannica. Qui i cestini sono addirittura parlanti: voci di personaggi famosi ringraziano i cittadini per averli utilizzati, così da invogliarli a continuare a seguire la “retta via”. Londra è anche promotrice del progetto Waste-to-Enery, finalizzato a trasformare i rifiuti in una nuova fonte di energia elettrica. Tra le innovazioni british va ricordata anche quella di creare musica a partire dai rumori del traffico.
Negli States lo scettro di “miglior città intelligente” va a New Brunswick, la cittadina del New Jersey che sta realizzando il primo ospedale universitario che funzionerà ad energia solare, riducendo di gran lunga i costi di gestione della struttura.
Posizione d’onore nell’elenco delle Smart City spetta anche a Monaco e a Helsinki. La città tedesca vanta la creazione (grazie a Ibm) del primo super-computer ecologico, che utilizza il 40% di energia in meno di uno normale con le stesse funzionalità. La capitale finlandese, invece, sta portando avanti il progetto Low2No che mira a realizzare il primo quartiere totalmente a impatto zero, sostenibile al 100%.
Anche in Italia passi in avanti per la costruzione di Smart City sono stati fatti. A Pisa, per esempio, i parcheggi si trovano grazie ad un’app sul cellulare e si pagano utilizzando il telefonino. Veneria Reale è diventata una sorta di centro digitale, dotato di una smart card che fornisce molti interessanti servizi, dal noleggio delle bici alla mensa scolastica, dai buoni sconto all’accesso alle piscine comunali. Ma siamo agli inizi. Il Miur (Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca) ha stanziato (in un decreto datato 5 luglio 2012) ben 665,5 milioni di euro per progetti innovativi che portino le città italiane ad avere un posto al sole tra le smart city più all’avanguardia del mondo.

 

photocredit angelocesare

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Il decalogo della mobilità delle donne per le donne


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Migliorare la mobilità cittadina per le donne e aumentarne la sicurezza. È questo l’obiettivo della Carta della mobilità delle donne, presentata da Federmobilità, in collaborazione con Adiconsum. Si tratta di una sorta di decalogo che, a punti, illustra le migliorie che devono essere fatte per venire incontro alle esigenze delle donne che si muovono in città con i mezzi pubblici. Perché una recente indagine di Eurobarometro ha messo in luce come il gentil sesso utilizzi i trasporti pubblici più degli uomini (23% contro 18%) e si muova non a ridosso delle ore di punta e con spostamenti multi-stop, ovvero compiendo una serie di fermate intermedie per fare commissioni quotidiane, portare i figli a scuola, sbrigare pratiche. E’ proprio per queste donne-tuttofare, vere eroine della nostra contemporaneità, che è pensata questa carta. Le richieste sono semplici e, se in alcuni casi necessitano di investimenti, in altri sono realizzabili razionalizzando i servizi già esistenti.

I primi cinque punti si soffermano sul concetto di sicurezza: ecco che è auspicabile avere fermate luminose con punti di comunicazione con i centri di sorveglianza, posti riservati per le donne più vicino al conducente, carrozze e scomparti rosa sui treni a lunga percorrenza e notturni, parcheggi per le donne sicuri e facilmente raggiungibili, un più semplice accesso ai mezzi pubblici con i passeggini.

Il decalogo continua analizzando altri fattori, legati anche al mondo del lavoro: è richiesta una maggiore presenza femminile nella governance delle aziende di trasporto e della pubblica amministrazione. Inoltre si richiede vengano applicate tariffe rosa per i servizi alla mobilità (car sharing, taxi in orari notturni e biglietti multi corsa). Che la “mobilità di genere” sia ormai un fenomeno da prendere in considerazione l’ha dimostrato anche il Parlamento Europeo, che lo scorso maggio aveva dedicato una giornata allo studio «The role of women in the green economy – The issue of mobility». Perché una buona mobilità migliora la qualità della vita e, non solo, influisce in modo positivo sull’ambiente, riducendo l’annoso problema dell’inquinamento.

 

photocredit:  [phil h]

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Benzina creata dall’aria: il sacro graal della green economy


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È l’aria il biocarburante del futuro. No, non avete letto male. L’aria. A dirlo sono un gruppo di ricercatori britannici della Air Fuel Synthesis, una piccola ma intraprendente start up inglese che ha da poco messo a segno un’impresa a dir poco epocale, ovvero ha estratto benzina dall’aria, attraverso un processo chimico basato sull’interazione dell’idrogeno presente nell’acqua con il diossido di carbonio che vi è nell’atmosfera. Una vera e propria evoluzione che potrebbe trasformare tutto il settore dei carburanti e, al tempo stesso, annientare uno dei principali gas serra presenti nell’atmosfera. Insomma, si potrebbe dare un nuovo volto al mondo intero, risolvendo (o per lo meno attenuando) la crisi energetica e il riscaldamento globale.

Gli studiosi sono infatti riusciti a produrre, in una piccola raffineria a Stockton-on-Tees, nel nord-ovest del Regno Unito, ben cinque litri di benzina usando solo anidride carbonica e vapore d’acqua. Si tratta quindi di una benzina pulita, sintetica, ben lontana da quella proveniente da fonti fossili che allo stato attuale si trova in tutte le nostre vetture, auto, moto, bus, camion e via dicendo.

Non stupisce che i giornali inglesi abbiano dedicato alla notizia le prime pagine, con tanto di titoloni che gridavano al “sacro graal della green economy”. Finalmente una benzina pulita che si potrebbe produrre su larga scala senza il bisogno di grandi investimenti per realizzare nuove infrastrutture. I risultati, nel giro di pochi anni, potrebbero essere enormi anche se attualmente il progetto è ancora in fase di studio (e i costi per la creazione del carburante ancora troppo alti). Tuttavia una volta abbattuto l’inghippo economico (la storia dimostra che è solo questione di tempo), la benzina prodotta dall’aria potrebbe diventare all’ordine del giorno.

Ad appoggiare il progetto c’è anche un nome che è una garanzia: la storica Institution of Mechanical Engineers, l’istituzione britannica attiva dalla metà del 1800 nel campo della ricerca scientifica.

 

photocredit:  Sprengben

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Zet Zero Emission Territory: quando ecologia si sposa con mobilità


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Economia, ecologia, mobilità. Tre parole, tre principi, in un unico progetto. Ovvero Zet Zero Emission Territory: il primo corridoio stradale elettrico d’Italia. Parliamo di un futuro immediato perché il progetto, presentato lo scorso ottobre alla MobilityTech 2012 di Milano, partirà nel 2013. Lo scopo? Dimostrare come le auto elettriche possano essere una realtà concreta anche per chi deve compiere medie distanze in una macro-area urbanizzata densamente popolata. Infatti l’asse di riferimento di Zet Zero Emission Territory è quello di Milano-Brescia, un tratto di autostrada congestionato destinato a diventare in breve tempo il primo esempio italiano di autostrada elettrica. Novantasette chilometri, 72 vetture elettriche in car sharing, 18 aree di parcheggio posizionate a ridosso dei caselli autostradali, 10 punti di fast charge (ovvero ricarica rapida) situati nei punti di sosta,  sono questi i numeri di Zet!

 

Si tratta di uno dei primi piani volti a dimostrare che le auto elettriche possono davvero cambiare la nostra vita e la tempistica è quella giusta. E’ nel 2013, infatti, che saranno attivi gli incentivi previsti dal Decreto Sviluppo per tutti coloro che vorranno comprare o noleggiare auto elettriche,  il bonus previsto è di 5mila euro (rottamando la vecchia auto) per l’acquisto di una vettura elettrica o ibrida con emissioni inferiori a 50g/km di CO2.

 

La scelta del corridoio stradale è tutto fuorché casuale: i 97 chilometri che separano Milano da Brescia contano volumi di traffico enormi. Si parla di circa 113mila veicoli ogni giorno, con picchi che arrivano quasi ai 150mila nel tratto di strada compreso tra i caselli di Cavenago e Agrate. In termini di ecologia i vantaggi previsti sono molti: in uno dei tratti più congestionati dello Stivale sarà possibile risparmiare al mese ben 26,3 tonnellate di emissioni di anidride carbonica e oltre 20mila euro di carburante. Per far sì che tutto ciò diventi reale l’investimento è stato di 3,8milioni di euro divisi tra costi di gestione annuali, costruzione di infrastrutture di ricarica e spese per la flotta. I servizi di car sharing e la produzione di energia rinnovabile da fotovoltaico renderanno il progetto ancora più green e contribuiranno  a cancellare quella fama che vede il tratto Milano-Brescia come uno dei più inquinati del Bel Paese.

 

 

photocredit: darkwood67

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La top five delle auto elettriche: il Motor Show di Bologna si tinge di verde


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La parola d’ordine, al Motor Show di Bologna 2012, è stata mobilità sostenibile. Tutto merito di un intero padiglione finalizzato a creare un punto di contatto tra mobilità e energia pulita. Si è trattato della kermesse Electric City, che ha raggiunto così quota tre edizioni, pronta a dimostrare che una città basata sull’elettrico non è solo auspicabile, ma possibile.

E a catturare l’attenzione sono state loro, le auto del futuro, brillanti e verniciate, rigorosamente green. Menzione d’onore spetta alla casa Nissan con le sue due creazioni: da un lato Leaf, l’auto elettrica più venduta al mondo, dall’altro e-NV200, il modello cento per centro elettrico dell’omonimo veicolo commerciale. Leaf, in versione 2013, rimane il top in termini di berline elettriche: migliorata nell’estetica (dai colori allo stile moderno dei cerchi in lega), aggiornata sotto molti aspetti, a partire dall’autonomia grazie alla modalità batteria “lunga durata” che consente di percorrere ben 228 chilometri con una ricarica completa. Ma per chi ama praticità e spazio, il nome da segnare è e-NV200, ovvero la versione a emissioni zero del furgone commerciale Nissan amato e osannato in tutto il mondo, che unisce la tecnologia di Leaf con la capacità di carico dell’attuale NV200.

Tra le top five delle migliori auto elettriche in circolazione occupa un posto di tutto rispetto anche la piccola Twizy di Renault, una vettura dalle dimensioni mignon, ideale per la città (dato che l’autonomia non ha valori ottimali): è senza ombra di dubbio la soluzione da preferire per chi fa piccoli spostamenti, insomma una valida alternativa ecologica allo scooter.

Concludono la classifica delle auto green altre due creazioni di casa Renault: la prima è Zoe, una piccola utilitaria dal design accattivante, che dalla sua vanta un prezzo più accessibile della Leaf, cioè 21.650 euro (contro i 37mila della Leaf, a parità di tecnologia). La seconda è Fluence, la berlina di fascia media amica dell’ambiente: lineare, classica nello stile, destinata a fare follie nei mercati emergenti, dove la mobilità sostenibile è presa sul serio. Del resto è questa una delle frontiere del futuro, tanto vale addentrarsi già ora, anticipando i tempi.

 

photocredit www.flickr.com

 


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Gomme forate? Con i pneumatici senza aria saranno solo un ricordo


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Il vocabolario italiano avrà bisogno di una rivisitazione perché lo pneumatico del futuro (ovvero da definizione il copertone di rivestimento in gomma della ruota di un veicolo) non sarà più pneumatico, aggettivo che indica “qualcosa che deve essere gonfiato con aria per funzionare”. Bridgestone sta infatti lavorando a una rivoluzione enorme in questo settore, cioè alla realizzazione dei primi pneumatici senza aria, non a caso chiamati AirFree.

 

Potrebbero arrivare sul mercato già nel 2015, per ora sono in fase di studio e di progettazione, ma la notizia è una di quella che scuote il mondo delle auto: una ventata di aria fresca, rigorosamente green.  Gli AirFree sono pensati per essere riciclabili al 100% in tutte le loro parti, dalla gomma del battistrada alla plastica fino all’acciaio del cerchione. E il cambio gomme? Beh, se il progetto dovesse andare in porto come previsto sarà solo un lontano ricordo. Il nuovo prototipo di Bridgestone, infatti, azzera il rischio di foratura grazie alla struttura del pneumatico realizzata in resina termoplastica che non necessita di aria in pressione e che ne mantiene l’architettura grazie a una intelaiatura intrecciata, a una struttura a raggi nei fianchi interni della ruota. Niente forature, dunque, niente controlli alla pressione delle ruote,  e Niente ruota di scorta.  In questo modo l’auto viaggerà un po’ più leggera e il vostro portabagagli conquisterà più spazio.

 

Sarà la fine della professione del gommista? Macché. Semplicemente il loro lavoro cambierà: perché questi pneumatici sono pensati per essere personalizzati, con immagini e colori a proprio piacimento.Certo, Si tratta di un’idea green e al tempo stesso safe: i sistemi di sensori posti sui copriruota permetteranno al conducente di ricevere tutte le informazioni per una guida più serena.

 

Qualche quesito ancora però non ha trovato risposta: la struttura che forma gli AirFree rischia di imprigionare oggetti tra i raggi? Quale sarà il costo finale per l’acquirente? Quanto consumerà l’intelaiatura interna? Anche se i dettagli sono ancora da definire una cosa è certa, la strada è quella giusta!Riduzione dei tempi, meno costi di manutenzione e un passo avanti nella battaglia per la tutela dell’ambiente. Scusate se è poco.

 

 

photocredit 

atomicshark

 

 


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Incentivi per le auto ecologiche


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Il green trova una nuova arma a suo favore, ma in realtà a favore di tutti, grazie agli incentivi statali destinati a chi sceglie di muoversi con mezzi a basse emissioni. Tale decisione è stata promulgata grazie alla conversione in legge del decreto sviluppo 83 che va a dare nuova linfa al mercato automobilistico con incentivi monetari ad aziende e privati che decidono di rinnovare le auto.

 

Come sempre accompagnato da polemiche, il bonus destinato ai nuovi veicoli in circolazione può invece rappresentare un vero e proprio punto di partenza per chi intende cambiare auto a favore di una scelta più consapevole per noi stessi e per l’ambiente.

 

Ma come funzionano questi incentivi? Quali sono le vetture che si possono acquistare?

 

Gli incentivi variano per categorie di richiedenti, in quanto per i liberi professionisti è necessaria la rottamazione di un veicolo che deve essere stato immatricolato almeno 10 anni prima, mentre per quanto riguarda i privati cittadini non vi sono vincoli di questo genere. Il contributo singolo ammonterà al massimo a 5000 euro per veicolo per una somma totale stanziata pari a 140 milioni di euro, suddivisa per i tre anni di erogazione (2013/2014/2015). L’importo varierà in base alle emissioni del veicolo ma con una cifra di partenza pari a 1800 euro.

 

Le vetture acquistabili sono molto varie. Non ci si deve far ingannare dalla dicitura auto ecologiche, visto che all’interno della legge sono previsti incentivi per auto elettriche, ibride a GPL e metano con diversi importi disponibili ed erogabili. Insomma svariate possibilità che possono accontentare tutte le esigenze sia a livello estetico che di potenza del motore. L’unico limite che si deve rispettare è quello relativo al livello di emissioni registrato in fase di omologazione che deve rientrare all’interno dei parametri stabiliti dalla legge. Per i veicoli totalmente elettrici o ibridi sono previste agevolazioni più ingenti vista la ridotta quantità di sostanze tossiche immesse nell’atmosfera che li rendono la vera frontiera automobilistica green del futuro.

 

 

 photocredit Mauro Quercia via Compfight

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Salone di Parigi 2012, nuove tendenze per le auto


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Tra tutti gli eventi internazionali che riguardano il mondo delle auto e dei motori, senza dubbio il più importante per il panorama europeo è il Salone di Parigi, che quest’anno si è svolto presso la capitale francese dal 29 settembre fino al 14 ottobre all’interno della prestigiosa e suggestiva cornice del parco delle Esposizioni, che ha messo a disposizione ben 96 mila metri quadrati di padiglioni espositivi.

 

Il Salone, che si tiene a cadenza biennale, ha in realtà un ruolo mondiale e definisce le tendenze che si alterneranno sul mercato automobilistico negli anni seguenti. Giunto alla sua 81 esima edizione, l’edizione del 2012 si è subito preannunciata come portatrice di una ventata di novità in un settore così duramente colpito dalla crisi globale economica.

 

I maggiori brand internazionali si sono dati appuntamento al Salone che non ha deluso per innovazione e spirito di continua rinascita che lo ha accompagnato: dalle concept car ai marchi di lusso, passando per nuove proposte green e anteprime di modelli che entreranno nel mercato nei prossimi mesi.

 

Aston Martin, Audi, Mercedes, Volvo e Mini sono stati senza dubbio i marchi che hanno destato maggiormente l’interesse, grazie a succose anteprime, ma molte altre sono state le novità che si sono potute osservare in tutta la loro innovazione. Dal SUV attento all’ambiente di Nissan alla nuova idea di coupè di Lexus, il Salone parigino si è rivelato il luogo privilegiato per le esposizioni automobilistiche mondiali, non solo per gli addetti ai lavori ma anche per gli appassionati e i curiosi. Focus notevole è stato dedicato per l’appunto all’ecologia e alle proposte automobilistiche in tale direzione che si sono concentrate nello sviluppo di auto ecologiche alimentate ad energia elettrica o modelli ibridi facilmente adattabili allo stile di vita contemporaneo.

 

 

photocredit  Raffaele Birnardo via Compfight

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15 ottobre 2012  |  Ecologia e Risparmio, News, Tecnologia  |  ,  |  Nessun commento
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