I nuovi autobus: elettrici, ecologici e smart!


autobus

Il 2014 porta grandi novità, anche in termini di trasporto pubblico. In vista dell’entrata in vigore dell’Euro 6 infatti BredaMenarinibus ha presentato a Bologna la sua nuova, esclusiva gamma di autobus Euro 6 ed elettrici: Citymood (diesel e metano), Vivacity (diesel e CNG), Zeus (minibus elettrico) ed e-Vivacity, che è la versione completamente elettrica di Vivacity. La BredaMenarinibus ha sede a Bologna, ed è una tra le prime aziende italiane produttrici di autobus. Nata nel 1987, la società ha prodotto circa 7.000 autobus diffuse in tutte le più grandi città italiane: in questo periodo di stagnazione dell’industria la BredaMenarinibus ha cercato di affrontare la crisi puntando tutto sull’innovazione, la tecnologia e il trasporto intelligente.

La particolare novità della nuova gamma consiste nel fatto che è stata pensata in ottica modulare: togliendo o aggiungendo “parti” del veicolo si ottengono autobus di differenti lunghezze, che vanno da circa dieci metri fino a diciotto. La presentazione dei nuovi prodotti è avvenuta a Bologna il 27 novembre 2013, ed erano presenti Nunzio Saporoso e Lorenzo Minelli: rispettivamente il direttore generale, e il capo dell’ufficio tecnico. Stando alle parole dei due responsabili i punti a favore della nuova gamma consiste soprattutto nell’omogeneità dei componenti, il che assicura una facilità di manutenzione, nello stile tutto italiano, e nella visibilità a 180 gradi del parabrezza per la sicurezza di tutti: conducente, passeggeri, e naturalmente altre automobili e pedoni.

Autobus nuovi, ecologici ed esteticamente piacevoli. Ma non sono solo questi i lati positivi! Il trasporto pubblico infatti si fa smart, e si avvicina alle migliori tecnologie per garantire sempre maggiori collegamenti e maggiore sicurezza. Tra questi sistemi, uno in particolare colpisce l’attenzione: si tratta di un dispositivo conta-passeggeri composto da due telecamere per una visione “globale”, già utilizzato negli aeroporti o sulle banchine dei traghetti, e che consente di fornire dati che permettono di comprendere i flussi di traffico non in termini prettamente statistici ma reali, con la conseguenza che aumenterebbe la frequenza del trasporto pubblico solo là dove serve, migliorando i servizi al cittadino.

Grazie all’impiego delle migliori tecnologie i nuovi, fiammeggianti veicoli possiedono inoltre una serie di sistemi per la localizzazione dei mezzi, la videosorveglianza a bordo, la bigliettazione elettronica, l’intrattenimento e le comunicazione al pubblico, e cosa importantissima per la sicurezza la possibilità di trasmettere dati e voce tra veicolo e centrale operativa, per permettere un più rapido intervento là dove ce n’è bisogno. Il lancio della nuova gamma è previsto per la primavera del 2014: i nuovi modelli saranno presentati al Road Show Citytocity Days, l’evento più importante della società BredaMenarinibus destinato alla promozione dei prodotti, e che toccherà l’Italia da Nord a Sud attraverso alcune tra le città più grandi e popolose come Milano, Roma, Napoli, Firenze.

Speriamo di vedere presto questi nuovi mezzi sulle nostre strade, o in generale di vedere un miglioramento sensibile e in tempi rapidi in fatto di trasporto pubblico. Sicurezza, puntualità, pulizia ed ecologia devono essere i punti su cui insistere per creare una rete di trasporto pubblico accessibile a tutti i cittadini, anche al fine di invogliare sempre più persone a “condividere” la mobilità. Pare che il Car Sharing sia ormai diventato una consuetudine in città come Milano, speriamo che il trasporto pubblico non si fermi e migliori di giorno in giorno per garantire a tutti viaggi piacevoli e, soprattutto, sicuri.

 photocredit: Wired 

Condividi!

EQSharing: la rivoluzione verde su quattro ruote


EQSHARING_460

Può la digitalizzazione rendere le città più sicure, più verdi, più a misura d’uomo? A quanto pare sì.
EQSharing, l’iniziativa recentemente attuata nel Comune di Milano ne è un esempio concreto. Il progetto Isole Digitali nasce grazie a una collaborazione tra l’amministrazione cittadina e diverse aziende. Al momento sono attive 15 Isole Digitali in varie parti della città (qualche esempio: Università Bocconi, Porta Vittoria, Amendola Fiera) che consistono in vere e proprio aree che consentono l’accesso alla rete via wi-fi. Le aree sono inoltre dotate di panchine in legno, che dispongono di colonnine ad accesso gratuito per la ricarica di tutti i dispositivi elettronici.
Il punto forte di questa iniziativa riguarda la mobilità intelligente e sostenibile. Ogni isola digitale ospita una stazione per quadricicli elettrici Free Duck in condivisione, e a partire dal 21 ottobre sono già disponibili 60 mezzi. I cittadini milanesi potranno usufruirne con modalità paragonabili a quelle del bike sharing, ovvero attraverso una tessera annuale, mensile o settimanale acquistabile su internet.
Pierfrancesco Maran, assessore alla mobilità e all’ambiente si è dimostrato molto soddisfatto dall’iniziativa. “A Milano è in atto una rivoluzione dello sharing: in questo momento sono oltre 70mila le persone abbonate a sistemi di car e bike sharing in città”.
Inoltre, per chi possiede un veicolo elettrico, le isole digitali rappresentano anche nuove e ulteriori stazioni di ricarica dove poter sostare e fare il pieno di energia pulita. La tecnologia per la mobilità elettrica è stata messa a disposizione da A2A, la più grande multi utility italiana. In ogni Isola Digitale i cittadini e i turisti avranno a disposizione tra le 6 e le 8 postazioni per la ricarica dei quadricicli in sharing e da 2 a 4 postazione per la ricarica dei mezzi elettrici privati. Con il progetto Isole Digitali saranno oltre 300, tra pubblici e privati, i punti di ricarica per i veicoli elettrici realizzati a Milano, e forniranno certamente un valido contributo per ridurre le emissioni di CO2 e arrivare finalmente a un tipo di trasporto e mobilità più sostenibile per tutti, sia dal punto di vista economico che da quello della salute.
I quadricicli elettrici Free Duck, disponibili nelle Isole Digitali, sono pensati proprio per l’uso urbano e vengono prodotti da Ducati Energia (azienda che nasce nel 1985 da una fusione tra Ducati Elettrotecnica e Zanussi Elettromeccanica). I punti forti di questi veicoli consistono nella facilità di guida e nelle ridotte dimensioni, caratteristiche che si prestano perfettamente alle strade del centro di Milano.
Insomma, pare che la rivoluzione della mobilità sia arrivata a Milano, e si combatta attraverso l’arma dello “sharing”, ovvero della condivisione. Ci vorrà qualche mese prima di comprendere realmente l’eventuale successo o insuccesso dell’iniziativa, noi però siamo fiduciosi, dal momento che una città più sostenibile e più pulita è il desiderio di tutti i milanesi.

 photocredit: La Repubblica

Condividi!

Accordo Enel-Eni: le colonnine green


Blog Dialogo

Il futuro della viabilità italiana si fa sempre più elettrico. Il produttore di energia Enel e il colosso degli idrocarburi Eni hanno firmato un protocollo d’intesa per una stretta collaborazione sulla mobilità elettrica dal punto di vista strategico, tecnologico, logistico e commerciale. L’accordo prevede la progressiva installazione di colonnine con tecnologia Enel nelle stazioni di servizio Eni, con lo scopo finale di garantire agli automobilisti green una possibilità di ricarica capillare sul territorio nazionale.

Attualmente il progetto sta vivendo una fase di studio per valutare le migliori soluzioni di posizionamento strategico delle colonnine, in un’ottica volta a creare una vera e propria rete di distribuzione che non comprenderà solamente le autostrade e le zone cittadine, ma anche alcune aree extraurbane. Viste le potenzialità di domanda, le prime colonnine verranno installate in Emilia-Romagna e in Veneto tra la fine dell’anno e l’inizio del 2014, e anche presso la sede direzionale Eni a San Donato Milanese e a Roma, in via Laurentina.  Questa fase di sperimentazione sarà fondamentale per analizzare le attività di ricarica sia a livello di utenze che di efficienza e per stabilire in tal modo le direttrici fondamentali da percorrere per la diffusione nel medio periodo.

Una cosa è sicura: il rifornimento sarà facile, veloce e confortevole. Le colonnine verranno posizionate nelle stazioni Eni più grandi, vicino alle tradizionali pompe di benzina. Per fare il “pieno di energia” ci vorranno dai venti ai trenta minuti, grazie ad un connettore universale di ricarica rapida a corrente alternata – con una potenza massima erogabile di 43 kW, alimentazione trifase 400 Vac, 50 Hz – e continua a 50 kW.

Insomma… giusto il tempo di un caffè o di un pranzo veloce e la vostra auto elettrica sarà pronta a ripartire più carica che mai. Durante la sosta, sarà anche possibile navigare nel web gratuitamente, Eni garantirà infatti 2 ore di accesso giornaliero in free wi-fi. In tema smart grid invece, l’accordo contempla lo studio di applicazioni per generare una parte della corrente erogata con l’utilizzo di pannelli fotovoltaici di cui sono già dotate 100 stazioni Eni.

I vertici delle due aziende si augurano che la spinta decisiva verso una mobilità sempre più green avverrà nel breve periodo, grazie alla prevista riduzione dei costi di auto elettriche e batterie; nel frattempo, grazie a questo accordo, la possibilità di una ricarica breve, semplice e accessibile si appresta a diventare realtà.

 

Photocredit: cristiancarrara

 

 


Condividi!

Contro l’abbandono


no-abbandono

 

Da sempre grande sostenitrice delle campagne contro l’abbandono degli animali e in particolare degli amici a quattro zampe, anche quest’anno la redazione di Dialogo Blog desidera sensibilizzare i lettori nei confronti di un fenomeno preoccupante che va accentuandosi con la bella stagione. La dichiarazione universale dei diritti dell’animale non poteva utilizzare aggettivi più calzanti nel descrivere la problematica: l’abbandono di un animale è un atto crudele e degradante.

Per renderci conto della portata di tale pratica incivile, si può partire da alcuni dati statistici. Secondo l’Istat, ogni anno in Italia vengono abbandonati circa 150 mila cani (i gatti sono invece circa 200 mila), dei quali 45 mila nei mesi estivi. Facendo alcuni rapidi conti, se ne può ricavare che nel periodo che va da inizio giugno alla fine di agosto, vengono lasciati a loro stessi quasi 500 cani al giorno. Ciò senza contare il fenomeno del randagismo: il numero in Italia oscilla tra le 500 mila e le 700 mila unità.

Ripercorrendo le misurazioni dell’ultimo decennio si possono estrapolare altri due dati. Da una parte si rileva un triste aumento di casi d’abbandono segnalati, anche se in tal senso bisogna tenere conto che c’è una maggiore propensione da parte dei cittadini italiani a interessarsene e a denunciare tali episodi rispetto al passato; dall’altra sono meno frequenti i fenomeni d’abbandono in autostrada visto che i vili ex-padroni preferiscono lasciarli nei pressi di canili, centri cittadini e alle porte dei paesini di villeggiatura.

Abbandonare un cane è un atto deprecabile. Non solo dal punto di vista morale. E’ anche un reato. L’articolo 727 del codice penale sancisce infatti che “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.  Oltre a compiere un illecito, chi abbandona un cane è anche potenzialmente responsabile di omicidio colposo (Legge 20 luglio 2004, n. 189) visto che l’animale potrebbe vagare disorientato per le strade, con le gravi conseguenze per gli automobilisti che potete facilmente immaginare.

Non è per la paura di ricevere una sanzione che non bisogna abbandonare i propri amici a 4 zampe, il buon senso e l’amore verso gli animali devono aiutarvi nel trovare soluzioni che tengano in considerazione i diritti di cani e gatti.

Ma nella pratica come fare ad arginare il fenomeno? Sembra una banalità, ma serve innanzitutto partire dalla coscienza individuale. Se avete intenzione di comprare o regalare un cucciolo, pensateci a lungo. Un cane non è un oggetto che si accende e si spegne a proprio piacimento come un televisore. Va nutrito, coccolato, istruito. Sempre, attraverso una cura costante nel tempo. Se non ci sono questi requisiti, meglio lasciar perdere.

Se invece avete già un vostro Fido e siete impossibilitati a portarlo con voi in vacanza, le soluzioni per affidarlo a qualcuno ci sono, eccome. Potete mettere degli annunci in alcuni punti strategici (bacheche del Comune e altre sedi istituzionali) e in internet. O ancora, se ritenete che il costo della pensione sia troppo oneroso, rivolgetevi al canile più vicino e i volontari saranno pronti ad accogliere e soddisfare la vostra richiesta.

L’abbandono dell’animale non è la soluzione al vostro problema, la soluzione è considerare il vostro amico come parte integrante della vostra famiglia e pertanto comprenderlo in ogni momento e spostamento.


photocredit: Bruno Capilli

Condividi!

Partenze intelligenti


partenze-intelligenti

Come da tradizione, da fine luglio e durante tutto agosto gli italiani si spostano lungo strade e autostrade del Belpaese per raggiungere le mete vacanziere preferite. Con questo grande movimento di autovetture – ribattezzato negli anni Grande Esodo – possono crearsi grandi ingorghi e numerose code. Ecco dunque qualche consiglio utile per evitare le zone più trafficate nei periodi di punta e fare il vostro viaggio in auto in tranquillità e senza stress.

Prima di partire

Innanzitutto, ricordate di fare un controllo della vostra auto. Per evitare spiacevoli sorprese, è auspicabile un veloce tagliando estivo, oppure si può fare un check fai da te accertandosi di controllare le variabili principali del corretto funzionamento del mezzo come ad esempio  il livello dell’olio e del liquido di raffreddamento del motore, le condizioni delle gomme e degli ammortizzatori.

La situazione complessiva

Considerando l’andamento generale della viabilità negli ultimi decenni, è risaputo che l’ultimo week-end di luglio ed ogni fine settimana di agosto, è previsto un traffico da bollino rosso o addirittura nero, soprattutto per chi viaggia in direzione sud. Al nord la situazione è più tranquilla (bollino giallo), ma il rischio ingorgo riguarda comunque le autostrade liguri, il Trentino Alto Adige in direzione Brennero e sopratutto in Friuli per chi viaggia in direzione Slovenia-Croazia.

Quasi pronti…

La scelte sulla data e sull’orario di partenza vanno strategicamente ponderate. Alla luce della situazione complessiva sul traffico, si consiglia di evitare di mettersi in viaggio durante i week-end da bollino rosso-nero e di spostare la partenza al lunedì o al giovedì. Se per ragioni varie e tempistiche da rispettare siete obbligati a partire il sabato o la domenica, una buona regola è farlo al mattino presto o alla sera, visto che le code si accentuano nella maggior parte dei casi tra le 9 e le 15.

Partenza….via

Per essere aggiornati sulla situazione della viabilità potete consultare il sito Autostrade per l’Italia, oppure chiamare il call center attivo 24 ore su 24 (840 04 21 21). In tal modo potrete anche localizzare gli eventuali incidenti  e i cantieri dove si stanno svolgendo i vari lavori di manutenzione. Altre preziose fonti di informazione possono essere da una parte la radio (RTL 102.5, Isoradio 103.3 e Radio Rai) o se amate le ultime forme di tecnologia ci sono a disposizione numerose applicazioni per cellulare. Un ultimo consiglio:  in caso di traffico intenso, considerate un itinerario alternativo (potrebbe tornare utile il tom tom o sistema di navigazione satellitare) ; a volte è meglio fare qualche km in più piuttosto che rimanere ore interminabili bloccati nel traffico.


Condividi!

Co-internet


co-internet

Distribuire le spese di un viaggio in auto, affittare la propria casa mentre si è in vacanza, oppure rifarsi il guardaroba. Sono solo alcuni esempi dei beni e servizi che si possono offrire o di cui si può usufruire attraverso Internet. Negli ultimi anni infatti, la rete ha dato vita a sempre più piattaforme che permettono l’incontro diretto tra domanda ed offerta, senza l’onere dei costi d’intermediazione. Il motto è: la condivisione fa la forza. Perché mettere in comune beni e conoscenze tra persone significa risparmiare. E non solo. Va creandosi infatti anche un circolo virtuoso di nuovi contatti e di pratiche collettive legate al consumo sostenibile. Insomma, per fare economia e scambiare esperienze, la virtualità del web non è mai stata così concreta.  Gli esempi di “Co-internet” più efficaci? Passiamone in rassegna alcuni.

Mondo Co-Car. Ecco alcune buone pratiche di mobilità sostenibile. Grazie al car sharing (condivisione dell’auto) è possibile prenotare un’auto di un privato, pagando solo le ore di utilizzo del mezzo (RelayRides). La parola chiave è la flessibilità: in tal modo la vettura non è più bene di consumo ma diventa un servizio. C’è poi il car pooling (auto di gruppo): se dovete raggiungere una meta in auto e siete da soli, potete sempre condividerla con persone che fanno lo stesso itinerario. Si abbassano i costi del singolo e si viaggia in compagnia.

Co-Housing. Alberghi pieni o troppo costosi? C’è sempre una dolce casa che vi aspetta.  Chi cerca una sistemazione di pochi giorni può facilmente usufruire degli appartamenti di privati (Airbnb). Ma il co-housing nella sua accezione plenaria, riguarda la condivisione a monte degli spazi e delle comodità che un’alloggio fisso può offrire. Sempre più famiglie si conoscono in rete per scegliere un co-abitare responsabile, e poi acquistano materiali insieme, razionalizzano gli spazi comuni (ad es: lavanderia, spazio bici, sala lettura) e utilizzano collettivamente la stessa rete internet o un impianto elettrico centralizzato.

Co-Working. Ovvero, lavorare insieme, condividere l’affitto di un ufficio, spazi e strumenti (sala riunioni, internet, fax, scrivanie) o addirittura, in forma di baratto, scambiarsi le professionalità. In tempi di lavoro autonomo, è un grande risorsa. E il co-working è anche un modo per fare incontrare professionisti di ambiti specifici (es: gli artigiani con Etsy o gli artisti con Skillshare), o persone in cerca di piccole faccende come tagliare il prato di un concittadino o montargli una libreria (Taskrabbit).

Sempre più condivisioni. Nasce invece a Manhattan lo swap party, una sorta di festa-mercatino dello scambio di vestiti. La pratica si è diffusa anche in Italia e basta un rapido giro sui social network per trovare il “party” più vicino e magari accaparrarsi indumenti vintage -ma anche super alla moda- per un modico prezzo. E cosa si può fare con altri co-progetti tutti italiani? Per citarne solo alcuni si può anche condividere il cibo, una gita in barca, babysitters, biciclette o anche ricercare partecipanti per fare una partita di calcio nel campetto vicino a casa.

Co-internet: una potenziale rivoluzione per un nuovo tipo di economia basata sulla condivisione di beni, servizi e conoscenze!

 

photocredit: codiceinternet


Condividi!

Il primo scooter elettrico portatile


moveo-scooter

Un’occhiata distratta farebbe pensare ad una semplice valigia con le rotelle. Dopo un’osservazione più accurata invece, c’è davvero da strofinarsi gli occhi: è nato Moveo, il primo scooter completamente elettrico che si ripiega su se stesso, assumendo l’elegante forma e la comodità di trasporto di un trolley. L’idea innovativa nasce dalla ungherese Antro Group, un’organizzazione no-profit che già da qualche anno sta sviluppando mezzi ecologici funzionali e maneggevoli sia nell’uso che nel trasporto, sempre ponendo al centro la tematica ambientale.

L’eco scooter Moveo è stato soprattutto pensato per chi vuole muoversi agevolmente in città senza l’assillo della ricerca di un parcheggio; arrivati a destinazione bastano poche e semplici mosse per trasformarlo in una valigia dotata di rotelle e maniglia integrata. Poi, si può comodamente trasportare dove si vuole. Le modalità d’incastro intelligente con le quali è stato progettato infatti, non lasciano nessuna parte meccanica in vista ed evitano così al guidatore di sporcarsi o di avere inconvenienti durante il trasporto manuale.

Ma quali sono le caratteristiche del mezzo? E soprattutto, quanto pesa l’inedito “bagaglio”? Ebbene, Moveo pesa solo 25 Kg, ha un’autonomia di 35 km – ideale per i brevi tragitti in città – e il modello base raggiunge una velocità di 45 km/h, a cui si può aggiungere un battery pack addizionale grazie al quale può toccare i 70 km/h. La ricarica completa del mezzo poi, è un vero gioco da ragazzi: è sufficiente attaccarlo ad una semplice presa elettrica per un’ora (il consumo è di 2 kWh/100 km). Oltre all’attenzione verso una massima funzionalità, non è stato di certo trascurato il design: Moveo ha linee sinuose e raffinate proprie dell’estetica d’avanguardia.

Già testato sulle strade ungheresi, il mezzo ha ottenuto ottimi riscontri; il suo esordio sul mercato è previsto per il 2014 con un primo stock di 4000 pezzi, ad un costo per esemplare che si aggira intorno ai 4500 euro. Ma viste le potenzialità rivoluzionarie del primo eco-scooter pieghevole, l’obiettivo dell’amministratore delegato di Moveo Tamás Slezak è di attirare nuovi investitori e produrne 15000 ad un prezzo di 3000 euro.

 

 

photocredit : digitaltrends

Condividi!

“BEE”: L’AUTO AD ENERGIA SOLARE


bee

Da pochi giorni è sbarcato a Napoli il Bee Green Mobility sharing, un nuovo progetto all’insegna della mobilità sostenibile che vede protagonista un modello di auto alimentato ad energia solare: il suo nome è “Bee” e richiama non solo il ronzio dell’ape ma anche la sua libertà di movimento. L’iniziativa nasce da un’idea dell’azienda partenopea NHP – acronimo di Nea-Helio-Polis, la Nuova Città del Sole – in partnership con Renault con lo scopo di creare una rete urbana di condivisione di mezzi a basso consumo.

Nella prima fase dell’eco-progetto le autovetture disponibili per i cittadini sono cinquanta, con postazioni denominate “Bee Point” e dislocate in venti punti strategici della città. I vantaggi sono molteplici: meno impatto sull’ambiente, facilità di movimento e risparmio. Innanzitutto l’utilizzo di “Bee” contribuisce ad abbattere le immissioni di polveri sottili e di CO2; inoltre le caratteristiche dell’auto – una Twizy Renault biposto larga 1.19 m e lunga 2.3 m – permettono uno spostamento più agile nel traffico cittadino con un’autonomia di circa 80km, ovvero dieci volte la distanza che copre mediamente un automobilista in città; a ciò si aggiunge l’accessibilità di parcheggio in appositi spazi a lei dedicati e il libero accesso alle isole pedonali ed alle Zone di Traffico Limitato (ZTL).

Un altro aspetto positivo è l’abbassamento dei costi per il cittadino: si paga solo il tempo di impiego e il mezzo è riconsegnabile in ciascuna delle venti postazioni autorizzate; in più il costo di assicurazione, carburante e manutenzione sono compresi nel prezzo. Per usufruire per la prima volta del servizio di car sharing è necessaria una pre-registrazione on-line, mentre nelle occasioni di utilizzo successive basta recarsi presso il “Bee Point” più vicino o chiamare un numero verde. Per andare incontro alle diverse esigenze di ogni singola persona, sono previsti diversi tipi di abbonamento:  giornaliero, weekend, settimanale, mensile e annuale, con sconti per gli  “under 25″ e gli “over 65”.

Il Bee Green Mobility sharing sta vivendo la così detta “fase pilota” e si è stimato che entro il 2015 le auto ecologiche disponibili a Napoli saranno 250 con ben 100 Bee Point. Il progetto partecipa inoltre a  “World you like” (“Un mondo come piace a te”), il concorso lanciato dall’Unione Europea e mirato a premiare le soluzioni più efficaci in termini di riduzione dell’impatto ambientale e di risparmio. Da maggio sarà possibile votare sul portale (http://world-you-like.europa.eu/it/) l’iniziativa che riterrete più lungimirante.

 

credit: http://www.bee.it/


Condividi!

preventivo assicurazione auto preventivo assicurazioni moto preventivo assicurazione altri veicoli