Finestre “intelligenti”


windowrain

Le “smart tecnologies” fanno sempre più parte della nostra quotidianità.

Smart-phones, Smart-TV, Smart-glasses, Smart-watches.

L’aggettivo ‘smart’ di solito si riferisce a oggetti che sono interattivi, si connettono a Internet e riescono a compiere azioni autonomamente. In questo senso questo oggetti vengono reputati ‘smart’, ossia “intelligenti”: sono in grado di cogliere degli input, applicare dell’intelligenza come se avessero un cervello, e produrre delle azioni.

Una collaborazione tra ricercatori in Cina e Stati Uniti ha portato allo sviluppo di “smart windows”: finestre che sarebbero in grado di generare energia in maniera autonoma sfruttando le diverse condizioni atmosferiche che si presentano di volta in volta.

In che modo? La chiave in questo caso sta nell’utilizzo di ‘nanogeneratori triboelettrici’ per catturare l’energia. Dietro questi due termini che sembrano astrusi per i non addetti ai lavori c’è in realtà un fenomeno che tutti abbiamo sperimentato nella quotidianità: a chi non è capitato di avvertire l’effetto elettrostatico sfilandosi un maglione o una felpa?

Si tratta appunto di convertire energia meccanica in elettricità sfruttando lo sfregamento di materiali diversi, come accade strofinando una penna a sfera su un paio di jeans.

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Una batteria per il fotovoltaico a casa? Arriva a fine estate da Tesla


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Tesla entra nel mercato dei sistemi di accumulo stazionari con una batteria che si chiama “Powerwall”. Come afferma il CEO di Tesla Elon Musk, “il problema evidente con l’energia solare è che il sole non splende di notte”. Powerwall è nata per massimizzare l’autoconsumo da fotovoltaico e risolve proprio il problema dello storage di energia solare raccolta di giorno dai pannelli rendendola così spendibile la notte.

Il suo funzionamento è semplice ma rivoluzionario: si ricarica collegandola ai pannelli fotovoltaici e riesce ad accumulare fino a 7 kWh (nella versione base) o 10 kWh (nella versione pensata per le aziende), che restano a disposizione dell’utente quando ne ha bisogno, non soltanto nel momento della produzione.

Il sistema è costituito da batterie agli ioni di litio provviste di un sistema per il controllo della temperatura per prevenire il rischio di incendio nelle batterie al litio e di un’interfaccia in grado di dialogare con un inverter.

Powerwall pesa 100 chili e misura 130 centimetri per 86, è profondo solo 18 centimetri, si può installare sia all’interno che all’esterno. Si appende al muro e Tesla ha avuto un occhio di riguardo anche per il design dell’oggetto.

Powerwall funziona grazie a un inverter che sia capace non solo di regolare la carica, ma anche di gestire la batteria e monitorare i carichi e per questo difficilmente potrà funzionare con l’inverter già installato in casa, dato che dovrà interfacciarsi in maniera intelligente con l’intero impianto elettrico.

A tal proposito Tesla ha annunciato la partnership con produttori come Fronius e Solaredge, che sviluppano inverter in grado di gestire anche la batteria per i nuovi impianti fotovoltaici.

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8 giugno 2015  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

Primati italiani in sostenibilità: la panchina “intelligente” e la bike a energia solare


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L’Italia, si sa, primeggia nel settore Design. Quando il Made In Italy si sposa anche con la sostenibilità e si crea qualcosa di inedito, il primato è ancora più meritato.

È italiana infatti la prima “panchina intelligente”. È dotata di prese elettriche e Wi-Fi e di un sistema di SOS attivo H24. Inoltre, un sensore per la pioggia che disattiva la corrente dalla panchina lasciando attivo solo il sistema di emergenza, il cui servizio è gestito da una centrale operativa H24 con comunicazioni vocali bidirezionali. Per questo, la panchina offre una sicurezza a tutto tondo, pensata anche per gli imprevisti: è anti-vandalo e anti-furto.

Questa panchina “smart” si inserisce in un generale ripensamento degli spazi pubblici. Come spiegano dal Politecnico di Milano dove è stata brevettata da un team di ingegneri: “La panchina, elemento classico dell’arredo urbano, diventa tecnologica per rispondere a nuove esigenze e si trasforma in seduta multifunzionale”.

Non solo, è anche una panchina ecosostenibile in quanto realizzata con materiali compositi derivanti dall’aeronautica: PVC espanso rivestito di tessuti in fibra di carbonio impregnati di resina epossidica. La superficie è in tessuto di fibre di carbonio albuminizzato e il corpo centrale è in carbonio a vista. Materiali che rendono la panchina sottile ma nello stesso tempo resistente e leggera e facile da installare proprio per la sua leggerezza.

La panchina è anche rintracciabile al buio! I suoi profili infatti sono trattati con una resina capace di assorbire la luce del sole per restituirla di notte rendendola così visibile.

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25 maggio 2015  |  Ecologia e Risparmio, Tecnologia  |  Nessun commento

“Solar Sharing”: l’energia diventa social


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Condividiamo contenuti sul web (social network), spazi di lavoro (coworking), posti letto (house sharing), posti macchina (car sharing), posti a tavola (social eating)… Oggi perfino condividere l’energia solare è realtà!

Si chiama “solar sharing” ed è un’idea della startup Yeloha Inc., con sede a Boston, in Massachusetts.

Non tutti riescono a installare pannelli fotovoltaici sul proprio tetto di casa, ad esempio per motivi economici, vincolo paesaggistici o limiti condominiali. Ma se il sole si potesse condividere grazie a chi non ha questi vincoli? Da qui l’idea di Yeloha. Il claim del sito ufficiale è infatti “Shine together”!

C’è chi lo ha chiamato “l’Aribnb dell’industria solare” (http://www.inc.com/david-whitford/built-from-passion-yeloha.html)… Ma come funziona?

Si può scegliere se diventare “sun host”, ospitando i pannelli solari che vengono installati gratuitamente, o “sun partner”, cittadini associati che possono acquistare dagli host l’energia con una notevole riduzione dei costi delle bollette elettriche per tutti.

Oltre all’installazione completamente gratuita dell’impianto, gli host possono avere anche uno sconto sulla bolletta grazie ad un credito del 25-30% dell’energia prodotta.

Si crea così un “Solar Sharing Network”, una community di condivisione di energia solare tra cittadini, un mercato tra pari.

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11 maggio 2015  |  Ecologia e Risparmio, Tecnologia  |  Nessun commento

Anche a Carnevale l’ambiente vale!


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Anche a Carnevale… l’ambiente vale! Carnevale è una festività che può portare un certo dispendio di risorse e inquinamento dell’ambiente. Ma anche per questa ricorrenza esistono soluzioni “green”.

A Imola ad esempio si tiene il “Carnevale dei Fantaveicoli” (www.carnevalefantaveicoli.it): un’iniziativa attiva dal 1996 che coinvolge la cittadinanza nella realizzazione di questi “fantaveicoli”, premiandoli tramite un concorso.

Come recita il sito web ufficiale, il “fantaveicolo” è “un veicolo che può mescolare fantasia, creatività, ingegnosità, colore, stravaganza, ironia”. Una prerogativa è che il carro deve essere ecologico: non deve avere motori inquinanti, quindi bisogna scegliere soluzioni di movimento senza motori come ad esempio a pedali, a traino, a vela, ad elica, ecc.; oppure, motori “a emissioni zero” come a energia elettrica, a pannelli solari, ad aria compressa, ecc. Ovviamente il carro deve avere un tema, essere creato in modo originale e unico, ad esempio assemblando biciclette, carriole o altri veicoli d’uso comune.

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17 febbraio 2015  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

San Valentino avventuroso e a impatto zero


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San Valentino si avvicina: avete già pensato al regalo per la vostra dolce metà?

Un viaggio che sia “sostenibile”, ad esempio.

“Eco-turismo”, “turismo sostenibile”, “viaggiare in modo etico”: sono tutti modi per indicare l’impegno a non nuocere all’ambiente durante la pratica del turismo. Ad esempio, tante ore di volo significano molta emissione di anidride carbonica: quindi il modo più etico di viaggiare è sicuramente restare entro i confini nazionali, così da fare un favore anche all’economia locale.

Volendo però esplorare mete inedite, ci sono molte destinazioni caratterizzate dall’utilizzo di energie rinnovabili o dove la natura è davvero incontaminata.

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10 febbraio 2015  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

Keep Calm and Plan! La “Planner Addiction” arriva dal Giappone all’Italia


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Nuovo anno, buoni propositi: è il momento migliore per prendersi cura della propria casa, mettendo un po’ di ordine e facendo quadrare i conti!

Dal Sol Levante arriva una nuova tendenza che si chiama “Kakebo” e significa semplicemente  “libro dei conti in casa”. In un’era tutta digitale, c’è chi ancora sceglie di affidarsi a un’agenda per la gestione del budget e delle spese… e non ha tutti i torti! Infatti, pare che la sola azione di fissare nero su bianco le entrate e le uscite entro tabelle ordinate generi consapevolezza, assicurando un risparmio per così dire “automatico” del 35%. Avendo tutto sott’occhio è possibile analizzare i propri conti individuando sprechi e voci critiche su cui agire, gestendo tutto con più coscienza e riducendo lo stress. Non stupisce allora se i giapponesi considerano tenere un “Kakebo” come il miglior metodo per favorire la tranquillità dell’anima e la liberazione di preziose energie mentali.

Nel concreto, il metodo segue poche semplici regole

  1. Si annotano le spese fisse mese per mese (mutuo, assicurazioni, rette, altre attività);
  2. Le spese variabili vanno segnate giorno per giorno (acquisti, uscite fuori, spese per gli spostamenti, ecc.);
  3. Si fissano gli obiettivi e i piani di accumulo per risparmiare;
  4. Ogni settimana si tirano le somme in modo da avere un quadro preciso di entrate e uscite;
  5. Alla fine dell’anno si fa l’immancabile bilancio in modo da trarne insegnamento e stabilire “buoni propositi” per l’anno nuovo!

La ‘moda’ kakebo fa parte in generale di un ritorno di interesse per tutto ciò che riguarda il planning e l’organizzazione ‘familiare’ soprattutto se realizzato tramite i tradizionali strumenti di carta: calendari, agende, diari… la condivisione di strategie e suggerimenti usa però la rete Internet e gli strumenti più moderni. Su Facebook per esempio è attivo un gruppo dove le “plannerine” si scambiano consigli in materia di cancelleria e organizzazione domestica (https://www.facebook.com/groups/planneraddictsitalia/). Loro stesse si definiscono “pianificatrici seriali” e il gruppo conta già più di seimila membri!

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6 gennaio 2015  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

Happy “Green” Christmas!


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Il Natale è il momento dell’anno più felice per molte persone, ma proprio a causa dell’euforia del periodo, diventa spesso un momento di facili sprechi.

È possibile avere un occhio di riguardo per l’ambiente anche a Natale?

Vediamolo in 5 semplici punti!

 

 1. Albero: vero o finto?

Secondo alcuni, è preferibile scegliere l’albero finto in modo da salvaguardare il ‘patrimonio forestale’. In realtà gli alberi naturali sono coltivati in aree dedicate e  l’albero sintetico in plastica è fonte di inquinamento sia durante la produzione che il trasporto e poi lo smaltimento. Infatti, per realizzare un albero in plastica si emettono ben 23 kg di anidride carbonica, mentre gli alberi coltivati assorbono CO2 e producono ossigeno.

Diciamo sì quindi alla scelta di un albero vero, ma con alcuni accorgimenti: anzitutto, occhio all’etichetta poiché la pianta deve essere giovane, italiana (abeti rossi o abeti bianchi) e provenire da coltivazioni specializzate, che danno lavoro a piccole aziende agro-forestali.

Inoltre, quando non serve più, potete piantare l’albero nel giardino o consegnarlo a uno dei centri di raccolta organizzati in modo che possa essere ripiantato, oppure ancora donarlo ai Comuni.

Ma se volete scegliere una strada totalmente ecologica, perché non dar sfogo alla fantasia ricostruendo l’albero con materiali inusuali come cartone, libri impilati, gomitoli, confezioni di uova dipinte, e qualsiasi cosa possa essere colorata? Qui ad esempio ci sono 100 idee da cui trarre spunto.

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9 dicembre 2014  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

I 10 piccoli gesti quotidiani per “sostenere” il pianeta


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Per rispettare l’ambiente e le sue risorse basta davvero poco.

Ve lo raccontiamo in 10 piccoli gesti per sostenere il pianeta!

 

1. Un sacchetto di plastica si decompone in 100 anni.
Per la spesa, utilizzate borse di cotone.

riciclaggio-plastica2. Il trasporto di prodotti fa consumare petrolio e aumentare l’effetto serra.
Privilegiate il consumo di prodotti locali a chilometro zero.

Km0
3. La famosa “lucina rossa” della tv consuma energia elettrica, lo sapevate?
Staccate la corrente a televisione, computer e altri elettrodomestici quando non li usate.

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4. Prendete il sole…
con i pannelli solari!

pannelli
5. Non incartatevi! Usate tecnologia digitale per inviare/ricevere documenti.
Così salverete molti alberi e non inquinerete coi trasporti.

savetrees6. Pensate sempre che ogni oggetto che usate diventerà un rifiuto.
Quindi scegliete pile ricaricabili… durano fino a 500 ricariche!

ricaricabili
7. È bene lavare i denti mattino e sera, ma se lasciate scorrere l’acqua ne gettate via fino a 30 litri.
Quindi apritela solo quando risciacquate!

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8. Utilizzate pannolini eco-compatibili.
Quelli “tradizionali” si decompongono in 500 anni!

pannolini-ecologici9. Mangiate frutta e verdura, il ciclo di produzione della carne inquina.
Meglio se biologiche: è un metodo rispettoso dell’ambiente.

fruttaeverdurabio

10. Differenziatevi da chi non rispetta l’ambiente!
Fate la raccolta differenziata.

differenziata


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18 novembre 2014  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

Ambiente pulito, macchina pulita!


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Carburanti ‘verdi’, alimentazione ibrida, energie alternative, car-sharing… la consapevolezza ecologica nel settore dell’automotive è ormai parte della nostra vita quotidiana, ma quasi esclusivamente per quanto riguarda le emissioni inquinanti dei veicoli.

È possibile lavare l’automobile in maniera ecologica e senza affidarsi a prodotti chimici che potrebbero, oltre a danneggiare l’ambiente, costare.

Ecco alcuni trucchetti per la pulizia ‘ecologica’ di interni ed esterni.

Vi avvisiamo subito: il bicarbonato diverrà il vostro migliore amico. Infatti, dopo aver sbattuto o aspirato lo sporco dai tappetini, potrete eliminare i cattivi odori con facilità cospargendoli di bicarbonato e lasciandoli all’aria anche un paio d’ore prima di aspirarli nuovamente.

Ma i cattivi odori possono essere eliminati anche dagli interni dell’automobile, posizionando dei contenitori di bicarbonato o caffè in polvere (i fondi della caffettiera asciutti) nell’abitacolo della macchina e lasciando agire per qualche ora.

Per pulire il cruscotto si può utilizzare un semplice panno in microfibra inumidito con dell’acqua tiepida e strizzato bene e un panno in cotone per asciugare dopo la pulizia. Per i punti più difficili da raggiungere è possibile utilizzare uno spazzolino da denti usato.

Anche per i finestrini è molto indicato il panno in microfibra, sia per l’esterno che per l’interno, e lo stesso discorso vale per il panno in cotone. Per lavare i vetri inoltre si può preparare un detergente fai-da-te, che consiste nel  versare dentro uno spruzzino mezzo litro d’acqua e un cucchiaio di detersivo eco-bio per i piatti.

Questo semplice mix può essere usato anche per la pulizia della carrozzeria. Bisogna utilizzare una spugna dalla parte morbida, ma nel caso di tracce di fango asciutte si può provare con una spazzola per il bucato, strofinando con estrema delicatezza per non rovinare la carrozzeria della propria auto. Con lo stesso scopo, si può creare una crema leggermente abrasiva a base di bicarbonato di sodio (da preparare sul momento): 50 grammi di bicarbonato, 1 cucchiaio di detersivo per i piatti e qualche goccia di acqua tiepida. Si deve mescolare fino al raggiungimento di un composto simile alla crema e poi passare sulla zona interessata.

Nel risciacquo cercate di risparmiare più acqua possibile, possibilmente strofinate e insaponate bene tutte le parti esterne in modo da poter utilizzare un risciacquo solo che vi permetta di limitare l’acqua quando rimuoverete il sapone. Appena sciacquata tutta l’auto preoccupatevi subito di asciugarla rivolgendovi ancora alla fedele microfibra o al cotone.

Questi accorgimenti potrebbero farvi risparmiare tempo e soldi per il lavaggio del vostro veicolo, e contribuire alla sostenibilità della vostra vettura! E inoltre, con prodotti così delicati, si possono fare in compagnia dei bambini, trasformando un momento tedioso in un pomeriggio di allegria!

 photocredit: greenme.it 

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