Comandi vocali e sicurezza: cosa dicono gli studi


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E se entro dieci anni più della metà delle vetture fossero dotate di riconoscimento vocale per inviare SMS, leggere mail, e aggiornare la propria pagina Facebook? Non è fantascienza, ma una tesi sostenuta da appassionati ed esperti dell’industria automobilistica. Certo, sarebbe bello poter semplicemente dire “Scrivi ciao mamma!” per inviare un SMS senza muovere un dito, mentre si guida in tangenziale in completa sicurezza.
E proprio sulla sicurezza si vengono a scontrare il progresso e il buonsenso. Non c’è dubbio che guidare con entrambe le mani sul volante e lo sguardo fisso sulla carreggiata è l’ideale per la sicurezza. Ecco perché da anni esiste il vivavoce che permette di effettuare conversazioni telefoniche senza avere il cellulare in mano. Tuttavia oggi il concetto di comunicazione si è ampliato fino a prevedere operazioni quali aggiornare il proprio status su Facebook e rispondere ai messaggi di Whatsapp, operazioni più complesse e più difficili da gestire ‘senza mani’: per eseguirle ci verranno incontro i comandi vocali di nuova generazione, che saranno disponibili sulle nuove vetture e nelle applicazioni dei nostri smartphone.
Ma siamo certi che formulare a voce alta gli aggiornamenti del proprio profilo Facebook, mentre si guida, non sia semplicemente un’ulteriore distrazione?
E’ una domanda complessa che molti centri di studio cominciano ad affrontare ‘scientificamente’, a cominciare dall’American Automobile Association, definibile come l’equivalente americano della nostra ACI (Automobile Club d’Italia). L’AAA ha infatti pubblicato una ricerca dalla quale emerge che parlare con il computer di bordo abbassa fortemente il livello di attenzione alla guida.
“Measuring Cognitive Distraction in the Automobile”: questo è il nome dello studio condotto dall’Università dello Utah (consultabile a questo link ), che prende in esame il concetto di “distrazione cognitiva”, ovvero come l’attenzione alla guida possa calare pur non avendo nessun tipo di impedimento visivo o fisico, ma solo mentale. Il tema non è nuovo, ormai da decenni gli esperti del settore si interrogano sull’uso e abuso della radio e della musica alla guida, e lo stesso vivavoce è stato sottoposto a duro processo.
Lo studio in questione conclude che, se il cervello è anche solo parzialmente occupato in altre attività, la capacità di guida e l’attenzione verso rumori e oggetti ‘esterni’, diminuiscono sensibilmente, rendendo perciò la guida più pericolosa.
Altre ricerche sembrano invece dimostrare l’opposto: in uno di questi studi, i ricercatori hanno installato telecamere in ben 204 vetture, e hanno monitorato il comportamento di guida degli automobilisti per 31 giorni. Al termine dello studio, i ricercatori hanno verificato che non ci sono state conseguenze negative per i guidatori che utilizzavano comandi vocali o il vivavoce. In questo caso, i risultati ‘pratici’, valutati osservando direttamente i guidatori al volante, sembrano indicare che l’utilizzo di questi dispositivi non aumenti di per sé il rischio di incidente.
In conclusione, la diatriba è ancora aperta e non si risolverà in tempi brevi, dal momento che si discute di sicurezza e, al tempo stesso, della necessità di mantenere alto il livello di connessione al mondo esterno al quale ormai ci siamo abituati, per piacere e per lavoro.

 

photocredit: BMW

 


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15 ottobre 2013  |  Sicurezza Stradale  |  ,


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