Festa della mamma: idee regalo originali e creative


FestaDellaMamma

La festa della mamma è una ricorrenza di tipo civile diffusa in tutto il mondo, e viene celebrata per festeggiare la maternità e l’importanza di tutte le mamme del mondo. Viene festeggiata in date diverse a seconda del paese in cui ci si trova, ma per quanto riguarda l’Italia (e anche gli Stati Uniti e la Svizzera) cade tendenzialmente la seconda domenica di maggio. In Italia comunque la tradizione è nata in Liguria negli anni ’50 del ‘900, quando la Festa venne resa Istituzionale dal Senato della Repubblica.

Quest’anno la festa cadrà di domenica 11 maggio, e per i ritardatari sarà utile questa lista in cui elencheremo regali creativi e originali, pensati proprio per farla felice e lasciarla senza parole.

Se la vostra mamma ha la passione per la cucina, ad esempio, perché non regalarle un libro con le sue ricette più amate dei pranzi in famiglia? Potete realizzarlo online a costi ridotti con foto e scritte, e lasciare degli spazi bianchi dove lei stessa potrà annotare le sue ricette da lasciare a figlie e nipoti, come un vero chef! Oppure se la mamma in questione è una donna che non si rilassa mai optate per un cofanetto SPA, in commercio ne esistono di tutti i tipi e per tutte le tasche: massaggi, terme, estetista, parrucchiera… Regalatele qualcosa che la faccia sentire coccolata, bellissima e amata, una giornata tutta per lei in cui prendersi cura di se stessa e riposarsi un po’.

Naturalmente non mancano le soluzioni anche per le mamme “tech” che amano essere al passo coi tempi. Una custodia per lo smartphone, oppure per le appassionate di musica suggeriamo una cassa portatile capace di amplificare il segnale audio proveniente da telefono o tablet, così la vostra mamma potrà ascoltare la musica ovunque sia in casa che fuori.

Per le mamme più modaiole il suggerimento è semplicissimo: cercate di scoprire qual è il suo negozio di abiti, scarpe e accessori preferito e accompagnatela a fare un pomeriggio di shopping. In questo modo non solo la renderete felice ma avrete anche l’occasione di passare qualche ora insieme, divertirvi e parlare. Pensate che bello portarla in giro per negozi proprio come se fosse una ragazzina!

Se invece volete optare per qualcosa di più classico i fiori sono sempre un ottimo pensiero: vi raccomandiamo però di sceglierli con cura. Su internet è possibile consultare moltissimi siti che vi aiuteranno a scegliere il fiore più adatto in base alla data di nascita, alla personalità, ai gusti e al significato. I tulipani ad esempio sono allegri e spensierati, perfetti per le mamme più vivaci. Le orchidee sono invece simbolo di purezza ed eleganza, se la vostra mamma è una donna all’antica con gusti molto classici questo fiore è perfetto e la renderà felice. Poi girasoli per le più combattive, calle per le più raffinate e naturalmente rose, che sono sempre perfette.

Cosa importantissima, non dimenticate di allegare al vostro regalo un bigliettino in cui le dite quanto le volete bene. Se non siete dei tipi fantasiosi e scrivere non è il vostro forte la soluzione è semplicissima: scegliete una canzone o una citazione che vi fa pensare a vostra madre e scrivetela aggiungendo solo la data e la firma, in questo modo riuscirete a esprimerle tutto il vostro affetto senza “costringervi” a scrivere una poesia romantica!

Ad ogni modo qualsiasi cosa vogliate regalare alla vostra mamma l’importante è che sia un pensiero spontaneo e fatto col cuore. Fatela felice e fatela sentire importante, perché lo è. Auguri a tutte le mamme!

 photocredit: Mamma e bambino.it

 


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USA: parte la gara per la nuova auto presidenziale!


AutoPresidenziale

“The beast”, La Bestia, così gli americani hanno soprannominato scherzosamente la limousine che trasporta il presidente Barack Obama. Un pezzo unico, blindatissima, su misura, nera come il carbone. Bellissima ed elegante a vedersi, quest’automobile ha le caratteristiche di un carro armato più che di una normale quattro ruote.

La macchina del Presidente resiste agli attacchi chimici ed è persino dotata di un sistema per la visione notturna. La super limousine costruita da General Motors sulla base di una Cadillac DTS è entrata in servizio il 20 gennaio 2009 e verrà rimpiazzata nel 2017; il bando di gara per assegnare la costruzione della “prossima generazione di limousine presidenziale” è stato pubblicato di recente. La nuova limo dovrà quindi trasportare il futuro Presidente USA, dal momento che il mandato di Barack Obama scadrà alla fine del 2016.

I requisiti per partecipare al bando non sono pochi: innanzitutto il bando è rigorosamente ed esclusivamente destinato a costruttori con sede negli USA, accompagnato da strettissimi requisiti di sicurezza e riservatezza. Il contratto dovrà essere firmato entro il 29 agosto, e la stampa americana sta già pubblicando le principali caratteristiche tecniche che i potenziali costruttori dovranno rispettare: blindatura di spessore minimo 5 pollici (circa 12 centimetri), vetri antiproiettile, serbatoio ad alta resistenza in fibra di carbonio, penumatici run-flat rinforzati con kevlar, interno sigillato. Il tutto per garantire la totale sicurezza al primo cittadino degli Stati Uniti d’America. Infine, nonostante la grande attenzione del presidente Obama verso le auto ibride ed elettriche, un requisito fondamentale è che “The Beast” mantenga la tradizionale alimentazione a benzina.

I partecipanti alla gara non sono del tutto certi, ma quasi nessuno nutre dubbi sui partecipanti più celebri: ci sarà sicuramente Ford, ma anche General Motors, intenzionata a mantenere il proprio status di Casa Presidenziale con la Cadillac, il marchio preferito dai capi di Stato USA, tanto che il nomignolo della auto presidenziale “Limo One” è nel tempo diventato Cadillac One. Grande novità è la presenza tra i possibili candidati di Fiat-Chrysler, che potrebbe decidere di partecipare a questa sfida, vissuta dal pubblico Americano come un momento molto importante.

Infatti nella storia a stelle e strisce le auto presidenziali hanno sempre avuto forte risonanza nell’immaginario collettivo: basti pensare alle due limo presidenziali degli anni 40, le celebri Cadillac soprannominate Queen Mary e Queen Elizabeth che servirono ben tre Presidenti fino agli anni ’60: Franklin Delano Roosevelt, Harry Truman e Dwight Eisenhower; tristemente famosa anche la limousine Ford che nel 1961 fu protagonista dell’assassinio di John Fitzgerald Kennedy.

Più recentemente, con l’arrivo di Bill Clinton alla Casa Bianca, fu ancora una Cadillac la limousine del presidente: esattamente una Cadillac Fleetwood Brougham – Presidential Series che entrò in servizio nel 1993 e che per la prima volta per ragioni di sicurezza venne realizzata interamente da GM e non più da carrozzieri esterni. Da allora tutte le vetture presidenziali hanno specifiche segrete.

Chiunque vincerà questa gara sarà destinato a costruire un altro pezzettino di storia statunitense: la sfida è aperta e sarà necessario rispettare canoni di bellezza, stile e soprattutto… sicurezza!

 photocredit: Quattroruote

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28 aprile 2014  |  Attualità  |  , ,  |  Nessun commento

Autobianchi Y10, born in 1985: un pezzo di Italia compie 30 anni


Y10

Ogni paese ha le sue automobili che diventano pezzi di storia: le Cadillac negli Stati Uniti, la MINI in Inghilterra, le vecchie berline degli anni ‘50 (soprattutto Chevrolet) a Cuba, il Maggiolino degli anni ’60, il pulmino Volkswagen simbolo della rivoluzione sessantottina… Anche in Italia naturalmente non mancano le macchine che sono diventate parte della cultura popolare del paese, e ogni epoca ha la sua auto di riferimento. Oggi però la mente (e la moda) viaggia verso il più mitico tra i decenni: i favolosi anni ’80.
Quanti di voi ci sono cresciuti? Quanti di voi si commuovono un pochino ripensando a quelle atmosfere, a quelle musiche, a quei film? Era il 1986 e la mitica Autobianchi Y10 aveva già compiuto un anno quando diventò la protagonista del film “Yuppies” di Carlo Vanzina. Ezio Greggio la guidava in versione Turbo per le strade della “Milano da bere” mentre Jerry Calà sfrecciava su una più realista Y10 Fire. E proprio come diceva lo slogan di quegli anni, la straordinaria utilitaria divenne quella che “Piace alla gente che piace”, e tutto il resto è storia.

E a proposito di storia, riviviamo insieme le tappe principali di questa piccola grande autovettura che ha contribuito a formare la cultura pop all’italiana, attraverso decine di evoluzioni. Come tutti sanno la Autobianchi Y10 fu lanciata negli anni ’80, ma il progetto ha radici più antiche: Vittorio Ghidella, all’epoca capo di Fiat Auto, iniziò a ipotizzare la Y10 già a partire degli anni ’70, e nel 1985 riuscì finalmente a presentarla al Salone di Ginevra, dove l’automobile venne definita una “Ammiraglia in miniatura”, piccola ma potente. Inizialmente la gamma è composta dalla Fire, dalla Touring e dalla Turbo; nel 1986 viene introdotta la 4WD a trazione integrale, e fioriscono le “edizioni speciali” per celebri brand quali Fila, Missoni e Martini.

In realtà quando l’auto venne lanciata nel 1985 per i produttori fu una bella “doccia fredda”. Nonostante l’attenzione e l’interesse del pubblico dimostrati al Salone di Ginevra infatti pare che gli italiani giudicassero il prezzo “alto”, troppo alto per un’utilitaria. Ma grazie a una modifica dei listini e a una splendida campagna di comunicazione (protagonista una Donna Robot che si muoveva in modo sinuoso e futuristico), il grande pubblico accolse la piccola Autobianchi Y10 con grande affetto, entusiasmo e curiosità. La vita della Y10 sarebbe finita nel 1995, ma il suo “ricordo” è rimasto fisso nella memoria degli italiani come le canzoni del Festival di Sanremo o i film della commedia all’italiana.

L’anno prossimo, nel 2015, questo splendido pezzo di Italia compirà 30 anni e gli appassionati della Casa sperano in un bel regalo: magari una nuova “edizione speciale” o una rivisitazione moderna della mitica Autobianchi Y10 Turbo, per rivivere ancora oggi una grande epoca che tutti portiamo nel cuore. E allora tanti auguri Autobianchi Y10, per i tuoi primi 30 anni!


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1 aprile 2014  |  Attualità  |  Nessun commento

Italiane in Formula 1


donneF1

“Non è uno sport per ragazze”. Ma chi lo dice? Dal 1950 a oggi sono diverse le donne ad aver corso in Formula 1, tre delle quali provenienti dall’Italia. Maria Teresa De Filippis, napoletana, fu la prima. Nel 1948 vinse la sua prima gara, che si svolgeva nella zona di Salerno, a bordo di una FIAT 500. Attirò l’attenzione di Ernesto Maserati pochi anni dopo, quando nel 1954 arrivò seconda al campionato italiano per vetture sportive.

Proprio con Maserati nel 1958 Maria Teresa arrivò in Formula 1, dove provò a qualificarsi al Gran Premio di Monaco senza successo. L’anno seguente non fu ammessa a correre a Reims a causa del direttore di gara che dichiarò: “L’unico casco che una donna deve mettersi è quello del parrucchiere”, e anche se oggi pare strano, ai tempi l’episodio non suscitò particolare scalpore.

Maria Teresa ha abbandonato la Formula 1 ormai dal 1959, ma non ha mai dimenticato la sua grande passione. In un’intervista ha azzardato un confronto tra Formula 1 degli anni ’50 e quella dei giorni nostri, sostenendo che all’epoca le corse erano più pericolose e i rischi mortali sempre in agguato, ma se potesse tornare indietro rifarebbe tutto quello che ha fatto. Coraggiosa, rivoluzionaria e amante del rischio, proprio come ogni pilota di Formula 1, senza distinzione di genere!

Un’altra “pilotessa” italiana di grande fama fu Maria Grazia “Lella” Lombardi, che entrò in Formula 1 nel 1974. Fu proprio Lella a partecipare alla tragica corsa del 1976 quando l’auto del tedesco Rolf Stommelen travolse cinque spettatori. La gara fu sospesa mentre Lella era in sesta posizione su otto concorrenti, e i direttori di gara decisero di attribuire punteggi dimezzati: quel risultato rimane ad oggi il migliore raggiunto da una donna in Formula 1. Lella Lombardi morì a Milano nel 1992. I motori e le corse rimasero sempre una sua grandissima passione. La sua frase più celebre? Indubbiamente questa: “Preferisco avere un incidente che innamorarmi – ecco quanto amo le corse.” E le amava per davvero, al punto che ancora oggi è considerata una tra le donne pilota più celebri e ammirate al mondo, non solo all’interno della Formula 1 ma in tutte le competizioni sportive.

L’ultima donna italiana a cimentarsi coi motori delle vetture di Formula 1 è la romana Giovanna Amati che dopo lunga gavetta nel 1987 approdò in Formula 3000. Dopo 5 stagioni, debuttò in Formula 1 come seconda guida ufficiale della Brabham. Non riuscì mai a qualificarsi nei primi tre gran premi in Sud Africa, Messico e Brasile e venne sostituita. Giovanna però non si fece abbattere e continuò la sua carriera nel mondo delle corse ottenendo un terzo posto nella classifica del campionato Sports Racing World nel 1999.

Anche Oltreoceano le donne che corrono in gare automobilistiche sono moltissime, e spesso ottengono risultati migliori dei colleghi maschi. In Italia invece il primato degli uomini rimane indiscusso. Uno dei motivi è da ricondurre anche al tipo di gara: in America infatti le piste sono spesso ovali, e per questo le sollecitazioni fisiche sono più sopportabili rispetto a quelle dei Gran Premi di Formula 1.

Ad ogni modo queste tre eroine tutte italiane delle corse dimostrano che niente è impossibile, e che i motori non sono una “cosa da uomini”.

 photocredit: Panorama

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