Da Giugno l’attestato di rischio viaggia anche sui social!


attestato_460

Da questo mese si aggiunge un altro tassello al processo di “dematerializzazione” in campo assicurativo. Dal 18 aprile infatti è stata attivata la condivisione tra la banca dati delle coperture assicurative e la motorizzazione, con comunicazione automatica e continua tra i due database: gli aggiornamenti diventano in tempo reale e sarà possibile aumentare i controlli sullo stato assicurativo dei veicoli, contrastando il fenomeno dei contrassegni contraffatti e delle auto che circolano senza assicurazione, piaga che conta ben 4 milioni di veicoli secondo quanto stimato dal Ministero delle Infrastrutture.

L’altra novità è che da giugno l’attestato di rischio diventa elettronico.

In realtà dal 1 luglio i nuovi contratti RCA dovranno prevedere l’attestato di rischio elettronico, ma siccome secondo regolamento il documento dev’essere consegnato 30 giorni prima, di fatto già da oggi 1 giugno comincerà l’eliminazione dell’attestato di rischio cartaceo.

Questo è un passo fondamentale per il mondo assicurativo: per cambiare compagnia infatti non si dovrà più inviare l’attestato di rischio alla nuova assicurazione ma dato che tutto viaggerà “on-line” saranno le compagnie stesse ad occuparsi di tutto.

Ma non è finita qui: l’attestato di rischio potrà essere inviato anche tramite canali “non convenzionali” fino ad ora, ossia Facebook, Twitter e anche Whatsapp. A confermarlo è Antonio De Pascalis, capo del servizio studi Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). Il documento è a disposizione degli assicurati principalmente sul sito web della compagnia ma può essere prevista anche un’altra modalità di invio a scelta tra quelle proposte dall’Ivass: posta elettronica, App per smartphone e Social network.

Un’altra data da ricordare per questo processo di “alleggerimento” dal cartaceo è il 18 ottobre, quando sparirà il contrassegno dal parabrezza delle vetture, che sarà appunto sostituito dal tagliando elettronico. Questo è un altro passo importante anche in termini di sicurezza e regolamentazione: prima di adesso i vigili urbani e la polizia stradale dovevano controllare le vetture manualmente; col tagliando elettronico la regolarità verrà verificata con la lettura della targa. Entro il 18 ottobre quini vi sarà tempo per omologare il sistema dei controlli autovelox, tutor e zone a traffico limitato per poter trasmettere i dati di ciascun veicolo, grazie alla comunicazione istantanea tra database delle Forze dell’ordine, del Ministero dei Trasporti e della Motorizzazione civile già avviata lo scorso 18 aprile.

Grazie a queste innovazioni si va così verso una “dematerializzazione” e una semplificazione dei processi oltre che una maggiore sicurezza e tutela per tutti.

Non ci sono dubbi che il futuro, anche quello assicurativo, è sempre più digital!


Condividi!

1 giugno 2015  |  Attualità  |  Nessun commento

Auto e cinema: cuori su quattro ruote


macchine 1

Il cinema ad Agosto è sinonimo di pellicole d’azione e di avventura. Questi generi si incrociano spesso con il mondo delle corse e degli appassionati di automobili, raccontato spingendo il pedale dell’acceleratore sulla fantasia e sulle performance delle vetture protagoniste.

Quasi surreale sono le corse in auto di Taxxi, film francese con ben tre sequel, che vede protagonista Daniel Morales, un fattorino, pazzo per le quattro ruote. Nel suo garage ha modificato una Peugeot 406 in modo che possa correre come un’auto da corsa tra le strade di Marsiglia.

Con il suo bolide e le sue capacità di pilota, catturerà la “banda delle Mercedes” che a bordo di una Mercedes-Benz 500E rapina le banche di Marsiglia.

E a proposito di auto modificate non si può non citare Deathproof – A Prova di Morte, film di Quentin Tarantino in cui Stuntman Mike rende protagoniste non una ma ben due macchine: una Chevy Nova del 1971/72 (lo stesso modello dei protagonisti di Pulp Fiction) targata JJZ-109 e una Dodge Charger del 1969. La targa JJZ-109 non è casuale ma una citazione della Ford Mustang Fastback del 1968 guidata da Steve McQueen nel film “Bullitt”.

Bullitt è un film del ’68, diretto da P.Yates, nel quale un tenente di polizia deve proteggere un mafioso che ha deciso di testimoniare contro Cosanostra. Sarà solo grazie alle alte prestazioni della sua automobile (una Ford Mustang G.T.390 Fastback) che riuscirà ad uscire incolume dagli inseguimenti dei suoi nemici.

macchine 2

Ruote che viaggiano veloci in un altro film con McQueen: “Le 24 ore di Le Mans” ambientato nello storico circuito di Le Mans. McQueen, che era un appassionato delle due e delle quattro ruote anche nella vita reale, interpreta un pilota di nome Michael Delane, alla guida di una Porsche 91 SS e una 917. Il film ebbe scarso successo all’epoca della sua uscita (1971), ma a distanza di anni viene ricordato come una realistica testimonianza di uno dei più famosi periodi della storia motoristica e come uno tra i migliori film di corse automobilistiche mai girato.

E a proposito di gare, non si può trascurare la serie di maggior successo degli ultimi anni: Fast and Furious. In tutti e sei (quasi sette) film, le protagoniste sono le auto da corsa ‘truccate’ nei migliori garage di tutto il mondo. Ne sono un esempio: la Toyota Supra della prima serie, la  Mazda RX7 e la Dodge Charger, la Nissan GT-R R33, due Honda S2000, presenti anche in Tokyo Drift. C’è spazio anche per le Ferrari, dalla 360 spider di 2Fast 2Furious fino al lungo elenco di Fast and Furious 6 (FXX, 458 Italia, F40).

Il tema dell’auto e degli uomini che si muovono in questo mondo, è ben presente in molti film e l’elenco sarebbe infinito: The Bourne Supremacy, Duel, Death Race, Il Sorpasso, The Italian Job, Drive, Rush

Ma se siete registi, attenzione che non vi sparisca la macchina! Come accadde a Quentin Tarantino sul set di Pulp Fiction dove gli venne rubata la sua Chevrolet Chevelle Malibu… incredibilmente ritrovata dopo solo 20 anni dal furto!

 photocredit: cinemaspection  & omniauto.it

Condividi!

Susie Wolff: una ragazza in Formula 1


Motor Racing - Formula One World Championship - British Grand Prix - Preparation Day - Silverstone, England

La Formula 1 è uno sport a maggioranza maschile. Indiscutibilmente.

Certo nella storia si sono presentate notevoli eccezioni al femminile, a cominciare dall’italiana Teresa De Filippis che fu la prima donna al volante di una macchina da corsa.

Oggi il volto di donna dei motori più veloci del mondo è quello di Susie Wolff, collaudatrice e pilota della scuderia Williams Martini dal 2011. Susie ha 31 anni, nasce nel 1982 a Oban, una cittadina scozzese di sole ottomila anime, affacciata sull’Oceano Atlantico. Attualmente è sposata con Toto Wolff, uno dei co-proprietari della scuderia Mercedes. Proprio lo status di ‘moglie’, ha messo Susie al centro di alcune polemiche: diverse voci importanti all’interno del mondo della Formula 1 hanno “accusato” Susie Wolff di essere stata aiutata dal marito nella sua carriera automobilistica.

Le voci possono essere in realtà smentite dai fatti, perché la storia di Susie come pilota inizia svariati anni fa, nel 1999: la scozzese infatti vanta diversi titoli nazionali nel karting, ha corso con la Renault, ha partecipato a molte competizioni di Formula 3 e, dal 2006 è entrata anche nel DTM tedesco, il più prestigioso campionato continentale per vetture turismo.

La sua passione per i motori nasce in tenera età, come ha recentemente raccontato in un’intervista rilasciata a una rivista femminile: i genitori di Susie infatti erano proprietari di un negozio di moto e proprio grazie alle moto da cross, con cui Susie sfidava i suoi fratelli, è nato l’amore per la competizione in pista e per le sfide adrenaliniche.

Curiosità: da quando Susie è passata alla Formula 1 ha abbandonato le moto, sua prima passione. Pare infatti che questa sia una promessa fatta al padre, che le ha chiesto di “limitare i rischi” e di gareggiare solo su 4 ruote e non su 2, essendo la Formula 1 già abbastanza… pericolosa.

Il 2014 è un anno importante per Susie, che sarà al via di due sessioni di prove libere del venerdì della Formula 1. Pat Symonds direttore tecnico della scuderia Williams ha voluto commentare questa notizia: Susie è diventata un membro prezioso della nostra line up di piloti e il 2014 la vedrà assumere ulteriori responsabilità ”.

Purtroppo il debutto di Susie in pista non è stato un grande successo: nel giugno del 2014 a Silverstone, Gran Bretagna, la vettura della Wolff ha avuto un problema tecnico costringendo “la pilotessa” a parcheggiare a bordo pista. Purtroppo la Williams FW36 non ha potuto essere riparata in tempo per consentirle di riprendere la pista.

Ma questo primo passo falso non turba l’animo determinato, competitivo e coraggioso di Susie: la costanza femminile è esattamente ciò che ci vuole in uno sport come la Formula 1.

Sentiremo ancora parlare di questa giovane scozzese dal sorriso accattivante che sta cambiando, forse, il mondo “troppo maschio” dei motori e della Formula 1.

 photocredit: telesport.hu

Condividi!

La notte di San Lorenzo: stelle e desideri d’estate


Telescope2

Finalmente Agosto! Mentre ci si prepara all’esodo vacanziero, è importante riservarsi almeno una notte da passare ‘al buio’, stesi su un prato o su una spiaggia, ma sempre lontani dalle luci artificiali di una città: solo così sarà possibile apprezzare al meglio lo spettacolo dei fuochi di San Lorenzo, ovvero dello sciame di stelle cadenti che attraversano il cielo tra il 10 e 12 Agosto.

Ma le stelle cadenti, da dove arrivano?

La spiegazione scientifica è molto semplice e… poco romantica. La Terra, nella sua orbita intorno al Sole, incontra piccoli detriti e particelle di roccia lasciati dalle comete, passate millenni prima per quel punto dell’Universo. Infatti, le ‘stelle cadenti’ non sono stelle, ma semplicemente rocce che a contatto con l’atmosfera terrestre si disintegrano e creano quella fugace scia in cielo. È un fenomeno in realtà quasi banale che si verifica ogni giorno: la particolarità dei “ fuochi di San Lorenzo” è che intorno al 10 Agosto cambia l’intensità dei detriti. In quei giorni la Terra attraversa un angolo di spazio molto ricco di aeroliti, precisamente quelli lasciati dalla cometa Swift-Tuttle, e di conseguenze il fenomeno cresce esponenzialmente.

Ma da dove nasce la credenza per cui si deve esprimere un desiderio quando cade una stella cadente?

Anticamente la stella cadente era collegata all’idea di ‘pianto celeste’, ovvero di pianto della divinità, ed era considerata annunciatrice di disgrazie.

La tradizione cristiana ha ereditato questo concetto ma lo ha trasformato in un ‘evento positivo’, un raro miracolo durante il quale si può chiedere una grazia o più semplicemente ‘esprimere un desiderio’.

Dalle divinità pagane, il concetto è stato trasferito alle figure dei Santi, e nel caso delle stelle cadenti di Agosto, l’associazione è avvenuta con San Lorenzo, il cui martirio si ricorda il 10 Agosto.

Le lacrime di San Lorenzo (ovvero le stelle cadenti), sarebbero proprio le lacrime del Santo che vagano per il cielo e che decidono di posarsi a terra solo il giorno dell’anniversario della sua morte. In alcune versioni della leggenda si racconta che le stelle cadenti siano le scintille della graticola sul quale il santo venne martirizzato.

Ma esprimere un desiderio sotto le stelle cadenti non è l’unica usanza connessa alla notte di San Lorenzo.

Per esempio in Romagna il giorno di San Lorenzo ci si deve immergere sette volte in mare, per purificarsi e per attirare a sé fortuna e felicità. La leggenda narra che fin dall’antichità in questa giornata vi fosse sulla riviera romagnola un grande afflusso di bagnanti provenienti dalla campagna, speranzosi di veder le loro malattie portate via dal mare e di propiziarsi un anno migliore. L’usanza è collegata ad un’altra leggenda: un’apparizione di San Lorenzo (sempre lui!) nella romagnola Cervia mentre nella cittadina divampava la febbre malarica. Si narra che il Santo apparve in sogno ad una ragazza malata, indicandole come possibilità di guarigione le acque del mare, acque che avrebbero donato ai bagnanti i sette doni dello Spirito Santo. Così per estensione e tradizione, gli abitanti delle coste romagnole si bagnano sette volte in mare durante il giorno di San Lorenzo.

Quante cose stanno dietro ad una notte stellata: ma tra detriti e rocce, graticole e lacrime, rimane sempre la voglia di alzare gli occhi al cielo ed esprimere un desiderio. Attenzione però: l’ennesima credenza dice che se viene svelato, poi non si avvera!

 photocredit: fremontherald.com

Condividi!

Stranezze Mondiali: le curiosità più bizzarre dal 1930 ad oggi


world cup in brazil

Il campionato mondiale di calcio (detto anche FIFA World Cup o Coppa del Mondo FIFA) è l’evento sportivo più seguito al mondo. In occasione di questo Mondiale 2014 che ci sta regalando un’estate di grandi emozioni abbiamo indagato e curiosato nella storia di questa straordinaria competizione sportiva e abbiamo scoperto non poche curiosità!

Nel 1950 ad esempio l’Italia si rese protagonista di un evento tragicomico: la Nazionale affrontò il viaggio in Brasile in nave invece che in aereo, mettendoci 3 settimane. Ma dopo pochi giorni tutti i palloni da calcio utilizzati per gli allenamenti erano finiti in mare, e la squadra si presentò in Brasile debilitata e male allenata, e venne eliminata al primo turno.

Per gli amanti degli animali, la storia del Mondiale è segnata anche da due splendide personalità a quattro zampe che hanno fatto parlare di loro. Il primo, un cagnolino che durante il Mondiale del 1962 in Cile effettuò un’invasione di campo. Fu fermato grazie al giocatore inglese Greaves che si acquattò a terra e riuscì ad avvicinare il cagnolino che venne poi portato via dal campo su cui si stava svolgendo il match Brasile-Inghilterra. Nel 1966 invece prima del Mondiale in Inghilterra la Coppa Rimet venne rubata da ignoti. Fu ritrovata grazie a Pickles, un simpatico cagnolino che armato di grandissimo fiuto e tenacia la ritrovò in un parco Londinese, avvolta in un giornale.

Parlando invece di errori “umani” come dimenticare l’episodio del 1982 nel Mondiale tenutosi in Spagna? Durante Francia – Kuwait, già sul 3 a 1, i francesi segnarono il quarto gol. Gli avversari però, sentendo un fischio proveniente dalle tribune e scambiandolo per quello dell’arbitro, si fermarono credendo fosse in atto un fuorigioco. Fu a quel punto che lo sceicco Ahmed Al-Jaber Al-Sabah entrò in campo e, preso dalla rabbia, minacciò l’arbitro di ritirare la propria squadra. Quest’ultimo fece dunque marcia indietro e annullò la rete.

Ma le stranezze non accadono solo durante i match, come dimostra ciò che avvenne durante la cerimonia di inaugurazione dei Mondiali USA, nel 1994, quando la star Diana Ross avrebbe dovuto calciare un rigore a porta vuota provocando la rottura della rete e l’inizio dei fuochi. Purtroppo nonostante la distanza di soli 6 metri il tiro di Diana finì abbondantemente a lato, tra le risate generali!

Passando ai Mondiali degli anni 2000, anche Germania 2006, che vide trionfare la Nazionale degli Azzurri, ha la sua eccentricità: vi ricordate Josip Simunic? Il giocatore croato è stato il primo e unico calciatore a venire espulso solo al terzo cartellino giallo, per una banale dimenticanza dell’arbitro che riuscì a mandarlo via dal campo solo al 93’, dopo la terza ammonizione.

L’ultima stranezza riguarda il Mondiale in Sudafrica nel 2010 e vede protagonista Diego Armando Maradona che convocò il trentenne Andrea Garcè a discapito di Zanetti (fresco del celebre “triplete” con l’Inter) solo perché l’aveva sognato mentre alzava la Coppa del Mondo, che però venne vinta dalla Spagna e non dall’Argentina.

Quali altre sorprese e curiosità ci riserverà questo Mondiale in Brasile? Non possiamo prevederlo, ma è certo che i Mondiali 2014 ci hanno regalato grandi emozioni e continueranno a farlo fino alla Finale che si disputerà domenica 13 luglio.

 photo credit: Guardian

Condividi!

Guida a destra o a sinistra? Alla scoperta del fenomeno


GuidaDestra

Dite la verità, anche a voi è capitato di andare in Inghilterra e rischiare di venire travolti sulle strisce pedonali per aver guardato prima a destra? È normale, normalissimo. Ma per fortuna i conducenti Inglesi sono abituati alla “distrazione” degli altri europei. Sì, perché noi Italiani (e non solo!) siamo abituati alla cosiddetta “guida a destra”, e questo può risultare molto impegnativo nei paesi che non la pensano come noi. In ogni caso anche se il più conosciuto è il Regno Unito la verità è che al giorno d’oggi sono molti i paesi che utilizzano la “guida a sinistra”, circa il 34%. Australia, India, Indonesia, Malta, Sud Africa… Questi sono solo alcuni dei paesi in cui si guida a sinistra, e molti di essi sono o sono state Colonie Britanniche dove le usanze della Madre Patria si sono lentamente diffuse e consolidate nel corso della storia.

Ma da dove arriva questa differenza di comportamento nel viaggiare su strada?

Le origini sono molto antiche: innanzitutto è necessario ricordare che un tempo quasi tutti camminavano sul lato sinistro della strada, per diverse ragioni, a cominciare dal fatto che camminando a sinistra ci si trovava nella posizione ideale per sguainare la spada, e per lo stesso motivo risultava più facile salire a cavallo dalla parte sinistra, in modo che la spada non fosse d’intralcio.

Questa tendenza fu ufficializzata nel 1300 da Papa Bonifacio che ordinò che tutti i pellegrini dovevano viaggiare sul lato sinistro. Qualche secolo dopo però, per la precisione nel 1773, il Governo Britannico introdusse un codice stradale chiamato “The General Highways Act” dovuto all’improvviso aumento di cavalli sulle strade, che raccomandava di tenere la sinistra.

Nell’Europa continentale le cose sono andate diversamente: proprio grazie alla Rivoluzione Francese nel 1789 e con la caduta della Bastiglia gli aristocratici spaventati iniziarono a viaggiare sulla parte destra della strada per passare inosservati. Al 1793 risale la prima legge europea che stabiliva di tenere la destra, in Danimarca, e questa legge venne imitata l’anno dopo dai francesi che fecero della nuova consuetudine una regola valida per tutti. Con l’impero napoleonico e la conquista dell’Europa si iniziò perciò a viaggiare sulla destra, con l’eccezione dei paesi non conquistati come ad esempio il Regno Unito.

Naturalmente l’Europa è spesso divisa sulla questione “guida” degli inglesi, che naturalmente non hanno la minima intenzione di modificare le loro abitudini, sia perché la manovra costerebbe migliaia di sterline sia per una questione di orgoglio storico e nazionale. L’ultimo paese europeo a cambiare da destra a sinistra il senso di marcia fu la Svezia nel 1967 e a parte i primi tempi di smarrimento si può dire che la manovra fece bene al paese, soprattutto per quanto riguarda il numero degli incidenti stradali che decrementarono notevolmente.

Se doveste andare a fare una vacanza o un viaggio in paesi dove vige la guida a sinistra sappiate che abituarsi non è poi così difficile, ma conviene comunque prendere dei piccoli accorgimenti per muovervi in tutta sicurezza. Un consiglio? Al momento del ritiro della macchina presso la società di autonoleggio prendetevi svariati minuti per prendere coscienza del posto di guida, fate delle prove, sistemate bene il sedile e regolate gli specchietti. Per i primi tempi fate attenzione ai sorpassi, agli incroci e alle rotonde, guidate piano e con prudenza e vedrete che nel giro di qualche giorno vi sarete abituati e la guida a sinistra non avrà più segreti per voi.

 photocredit: robertsutcliffe.com

 


Condividi!

preventivo assicurazione auto preventivo assicurazioni moto preventivo assicurazione altri veicoli