Archivio per 2015

Finestre “intelligenti”


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Le “smart tecnologies” fanno sempre più parte della nostra quotidianità.

Smart-phones, Smart-TV, Smart-glasses, Smart-watches.

L’aggettivo ‘smart’ di solito si riferisce a oggetti che sono interattivi, si connettono a Internet e riescono a compiere azioni autonomamente. In questo senso questo oggetti vengono reputati ‘smart’, ossia “intelligenti”: sono in grado di cogliere degli input, applicare dell’intelligenza come se avessero un cervello, e produrre delle azioni.

Una collaborazione tra ricercatori in Cina e Stati Uniti ha portato allo sviluppo di “smart windows”: finestre che sarebbero in grado di generare energia in maniera autonoma sfruttando le diverse condizioni atmosferiche che si presentano di volta in volta.

In che modo? La chiave in questo caso sta nell’utilizzo di ‘nanogeneratori triboelettrici’ per catturare l’energia. Dietro questi due termini che sembrano astrusi per i non addetti ai lavori c’è in realtà un fenomeno che tutti abbiamo sperimentato nella quotidianità: a chi non è capitato di avvertire l’effetto elettrostatico sfilandosi un maglione o una felpa?

Si tratta appunto di convertire energia meccanica in elettricità sfruttando lo sfregamento di materiali diversi, come accade strofinando una penna a sfera su un paio di jeans.

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Le soluzioni delle auto Mercedes per la sicurezza alla guida


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Mercedes ha partecipato all’ultima Disruptive Week 2014 tenutasi a fine aprile, una serie di manifestazioni milanesi dedicata ai temi dell’Internet of Things e sul modo in cui la tecnologia può concretamente migliorare la nostra vita.

Infatti, se in passato il mondo automotive si è concentrato principalmente sul miglioramento delle prestazioni dei veicoli, negli ultimi anni il settore si  è impegnato soprattutto nella ricerca di nuove soluzioni tecnologiche da installare a bordo delle auto, per rendere le automobili sempre più confortevoli e connesse.

In quell’occasione Mercedes ha presentato 5 soluzioni importanti.

Allergy-friendly. Le automobili Mercedes vengono costruite con materiali (inserti, pulsanti, tasti) testati per le allergie da contatto. La casa automobilistica è infatti l’unico brand che può vantare la certificazione come Marchio di Qualità dal Centro Europeo per la Ricerca sulle Allergie (ECARF, European Centre for Allergy Research Foundation). Non solo: un team di ricerca per la qualità dell’aria nell’abitacolo lavora costantemente per garantire che i materiali utilizzati risultino piacevoli anche all’olfatto.

Attention assist. È un sistema che registra e analizza i movimenti dello sterzo del guidatore creandone un profilo personalizzato e in base a questo è in grado di rilevare anomalie nella guida che possono denotare sonnolenza o disattenzione. Ai primi sintomi di stanchezza il sistema avverte il guidatore con segnali ottici e acustici, che lo invitano a fare una pausa. Il livello di attenzione del guidatore è costantemente monitorato e reso visibile sul display nell’abitacolo tramite un grafico a barre colorato in cinque livelli. Quando scatta l’allarme, sul display appare una tazza di caffè e viene emesso un segnale acustico. Il sistema rimane attivo nell’intervallo di velocità dai 60 ai 200 km/h ed è possibile comunque impostare un livello personalizzato di sensibilità della strumentazione, regolandone a piacimento la soglia.

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Abbiamo già parlato di questo sistema in un articolo precedente: anche Mercedes si adeguerà all’implementazione di questo dispositivo in grado di effettuare automaticamente una chiamata ai soccorsi in caso di incidente grave.

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29 giugno 2015  |  Tecnologia  |  Nessun commento

Benarrivata estate! Vacanze low cost con “nightswapping”


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Grazie al social sharing di servizi, oggi è ancora più facile organizzare delle vacanze low cost, specialmente in vista dell’estate: BlaBlaCar ad esempio per tagliare i costi di viaggio e servizi come AirBnB e Couchsurfing per risparmiare sull’alloggio.

Ma da qualche anno esiste anche il “nightswapping”: è lo “scambio di notti”. Si mette a disposizione la propria casa per il pernottamento e si ottengono in cambio altri pernottamenti di cui poter usufruire in altre località di tutto il mondo!

Anche chi è locatario può effettuare “nightswapping”: infatti viene considerato come un prestito e non come subaffitto, dato che non essendoci un pagamento in denaro è come se si ospitasse un parente o un amico.

Nello specifico, ci sono tre modi di fare “scambio notti”. Il primo: ospitare qualcuno mentre si è in casa; il secondo: si pernotta da un membro della community mentre lui soggiorna a casa nostra, facendo uno scambio contemporaneo; infine il terzo: si alloggia in un’abitazione mentre il proprietario è fuori casa.

L’idea è nata da una start-up francese con base a Lione, creata da Serge Duriavig, 39enne francese ed ex direttore associato di SmartBox. La piattaforma è stata lanciata nel 2012 e ad oggi conta 10.000 alloggi registrati mettendo in contatto già oltre 60.000 membri in 130 paesi.

In questo concetto nuovo di scambio, la moneta virtuale utilizzata è quindi la “notte”. Ma non tutti gli alloggi avranno lo stesso valore: l’ospitalità è calcolata attraverso un algoritmo che dà diritto a un numero diverso di notti come pagamento, che sono poi spendibili tra tutti gli utenti del sito e non per forza da coloro che abbiamo ospitato. L’algoritmo prende in considerazione 5 criteri: il tipo di sistemazione, la superficie, il livello di comfort, il numero di stanze disponibili e l’attrazione turistica della tua città.

“Così, un membro che propone un appartamento piccolo può soggiornare in un castello, ma per un numero minore di notti. Altrimenti, potrà soggiornare più tempo in un alloggio più modesto del suo” (nightswapping.com).

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22 giugno 2015  |  Curiosità  |  Nessun commento

Entro il 2018 tutti più sicuri grazie al sistema “e-Call” a bordo dei veicoli


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Il Parlamento europeo ha ufficialmente approvato i sistemi “e-Call”, i dispositivi che allertano automaticamente i servizi di soccorso in caso di incidente stradale. Secondo la disposizione dell’Ue, entro il 31 marzo 2018 questi sistemi salvavita dovranno essere installati sui nuovi modelli di auto e furgoni leggeri. Nei tre anni successivi, poi, la Commissione Ue dovrà valutare l’eventuale estensione dei dispositivi e-Call ad altre categorie di veicoli come autobus, pullman o camion.

Il sistema e-Call utilizza una tecnologia che effettua automaticamente una chiamata d’emergenza al numero 112 in caso di incidenti stradali gravi, permettendo di conoscere immediatamente il tipo e le dimensioni dell’operazione di salvataggio necessaria, l’esatta localizzazione dell’incidente, così da raggiungere il luogo più velocemente e salvare vite, ridurre la gravità delle lesioni e il costo degli ingorghi su strada.

Per tutelare la privacy, nella nuova normativa è stata inserita una clausola di protezione dei dati in modo tale che il sistema di bordo e-Call non sia tracciabile prima dell’avvenuto incidente. La chiamata automatica dovrà fornire ai servizi di emergenza solo le informazioni minime, come ad esempio il tipo di veicolo, il combustibile utilizzato, il momento dell’incidente, la posizione esatta e il numero di passeggeri.

L’utilizzo in tutta l’Ue del sistema di emergenza e-Call a bordo dei veicoli contribuirà a migliorare la sicurezza stradale.

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15 giugno 2015  |  News  |  Nessun commento

Una batteria per il fotovoltaico a casa? Arriva a fine estate da Tesla


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Tesla entra nel mercato dei sistemi di accumulo stazionari con una batteria che si chiama “Powerwall”. Come afferma il CEO di Tesla Elon Musk, “il problema evidente con l’energia solare è che il sole non splende di notte”. Powerwall è nata per massimizzare l’autoconsumo da fotovoltaico e risolve proprio il problema dello storage di energia solare raccolta di giorno dai pannelli rendendola così spendibile la notte.

Il suo funzionamento è semplice ma rivoluzionario: si ricarica collegandola ai pannelli fotovoltaici e riesce ad accumulare fino a 7 kWh (nella versione base) o 10 kWh (nella versione pensata per le aziende), che restano a disposizione dell’utente quando ne ha bisogno, non soltanto nel momento della produzione.

Il sistema è costituito da batterie agli ioni di litio provviste di un sistema per il controllo della temperatura per prevenire il rischio di incendio nelle batterie al litio e di un’interfaccia in grado di dialogare con un inverter.

Powerwall pesa 100 chili e misura 130 centimetri per 86, è profondo solo 18 centimetri, si può installare sia all’interno che all’esterno. Si appende al muro e Tesla ha avuto un occhio di riguardo anche per il design dell’oggetto.

Powerwall funziona grazie a un inverter che sia capace non solo di regolare la carica, ma anche di gestire la batteria e monitorare i carichi e per questo difficilmente potrà funzionare con l’inverter già installato in casa, dato che dovrà interfacciarsi in maniera intelligente con l’intero impianto elettrico.

A tal proposito Tesla ha annunciato la partnership con produttori come Fronius e Solaredge, che sviluppano inverter in grado di gestire anche la batteria per i nuovi impianti fotovoltaici.

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8 giugno 2015  |  Ecologia e Risparmio  |  Nessun commento

Da Giugno l’attestato di rischio viaggia anche sui social!


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Da questo mese si aggiunge un altro tassello al processo di “dematerializzazione” in campo assicurativo. Dal 18 aprile infatti è stata attivata la condivisione tra la banca dati delle coperture assicurative e la motorizzazione, con comunicazione automatica e continua tra i due database: gli aggiornamenti diventano in tempo reale e sarà possibile aumentare i controlli sullo stato assicurativo dei veicoli, contrastando il fenomeno dei contrassegni contraffatti e delle auto che circolano senza assicurazione, piaga che conta ben 4 milioni di veicoli secondo quanto stimato dal Ministero delle Infrastrutture.

L’altra novità è che da giugno l’attestato di rischio diventa elettronico.

In realtà dal 1 luglio i nuovi contratti RCA dovranno prevedere l’attestato di rischio elettronico, ma siccome secondo regolamento il documento dev’essere consegnato 30 giorni prima, di fatto già da oggi 1 giugno comincerà l’eliminazione dell’attestato di rischio cartaceo.

Questo è un passo fondamentale per il mondo assicurativo: per cambiare compagnia infatti non si dovrà più inviare l’attestato di rischio alla nuova assicurazione ma dato che tutto viaggerà “on-line” saranno le compagnie stesse ad occuparsi di tutto.

Ma non è finita qui: l’attestato di rischio potrà essere inviato anche tramite canali “non convenzionali” fino ad ora, ossia Facebook, Twitter e anche Whatsapp. A confermarlo è Antonio De Pascalis, capo del servizio studi Ivass (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni). Il documento è a disposizione degli assicurati principalmente sul sito web della compagnia ma può essere prevista anche un’altra modalità di invio a scelta tra quelle proposte dall’Ivass: posta elettronica, App per smartphone e Social network.

Un’altra data da ricordare per questo processo di “alleggerimento” dal cartaceo è il 18 ottobre, quando sparirà il contrassegno dal parabrezza delle vetture, che sarà appunto sostituito dal tagliando elettronico. Questo è un altro passo importante anche in termini di sicurezza e regolamentazione: prima di adesso i vigili urbani e la polizia stradale dovevano controllare le vetture manualmente; col tagliando elettronico la regolarità verrà verificata con la lettura della targa. Entro il 18 ottobre quini vi sarà tempo per omologare il sistema dei controlli autovelox, tutor e zone a traffico limitato per poter trasmettere i dati di ciascun veicolo, grazie alla comunicazione istantanea tra database delle Forze dell’ordine, del Ministero dei Trasporti e della Motorizzazione civile già avviata lo scorso 18 aprile.

Grazie a queste innovazioni si va così verso una “dematerializzazione” e una semplificazione dei processi oltre che una maggiore sicurezza e tutela per tutti.

Non ci sono dubbi che il futuro, anche quello assicurativo, è sempre più digital!


1 giugno 2015  |  Attualità  |  Nessun commento

Primati italiani in sostenibilità: la panchina “intelligente” e la bike a energia solare


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L’Italia, si sa, primeggia nel settore Design. Quando il Made In Italy si sposa anche con la sostenibilità e si crea qualcosa di inedito, il primato è ancora più meritato.

È italiana infatti la prima “panchina intelligente”. È dotata di prese elettriche e Wi-Fi e di un sistema di SOS attivo H24. Inoltre, un sensore per la pioggia che disattiva la corrente dalla panchina lasciando attivo solo il sistema di emergenza, il cui servizio è gestito da una centrale operativa H24 con comunicazioni vocali bidirezionali. Per questo, la panchina offre una sicurezza a tutto tondo, pensata anche per gli imprevisti: è anti-vandalo e anti-furto.

Questa panchina “smart” si inserisce in un generale ripensamento degli spazi pubblici. Come spiegano dal Politecnico di Milano dove è stata brevettata da un team di ingegneri: “La panchina, elemento classico dell’arredo urbano, diventa tecnologica per rispondere a nuove esigenze e si trasforma in seduta multifunzionale”.

Non solo, è anche una panchina ecosostenibile in quanto realizzata con materiali compositi derivanti dall’aeronautica: PVC espanso rivestito di tessuti in fibra di carbonio impregnati di resina epossidica. La superficie è in tessuto di fibre di carbonio albuminizzato e il corpo centrale è in carbonio a vista. Materiali che rendono la panchina sottile ma nello stesso tempo resistente e leggera e facile da installare proprio per la sua leggerezza.

La panchina è anche rintracciabile al buio! I suoi profili infatti sono trattati con una resina capace di assorbire la luce del sole per restituirla di notte rendendola così visibile.

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25 maggio 2015  |  Ecologia e Risparmio, Tecnologia  |  Nessun commento
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