1914 – 2014: il primo secolo del semaforo


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Ci sono oggetti talmente comuni, talmente “normali”, oggetti a cui siamo così profondamente abituati che difficilmente riflettiamo sulla loro storia e su quanto abbiano effettivamente cambiato la nostra percezione del mondo. Il 2014 è l’anno in cui il semaforo compie 100 anni.

A New York è il 1914, centinaia di persone si danno appuntamento per le 5 del pomeriggio tra la East 105th Street e la Euclid Avenue. Curiosi, giornalisti, autorità. Sono tutti in attesa che si accenda la luce verde di quello strano aggeggio piantato sull’asfalto. L’inventore della scatola luminosa è James Hoge. Dopo di lui arriverà William Potts, con il primo semaforo automatico e nel 1923 l’afroamericano Garret Morgan brevetterà il terzo segnale, quello giallo.

In Europa il primo semaforo si accende nel 1922 a Parigi, per poi arrivare ad Amburgo, a Berlino, a Londra. Nel Bel Paese invece bisognerà attendere il 1925 per vederlo in azione, a Milano, all’incrocio tra Piazza Duomo, via Orefici e via Torino. Le reazioni dei meneghini? Naturalmente divise tra gli entusiasti e gli scettici. Negli anni ’20 del secolo scorso il traffico non era certo quello che conosciamo noi, anzi, era un fenomeno profondamente ridotto, normale dunque che l’uomo comune pensasse che il semaforo sarebbe durato ben poco, in quanto abbastanza inutile.

A Roma, capitale politica, il semaforo arriva nel 1929 quando Filippo Ugolini (inventore per passione e padre del tassametro) si mette all’opera per collaudare quel nuovo strumento, indispensabile per rendere più sicure le strade della città. Secondo gli storici pare che l’esordio romano non sia stato particolarmente positivo: le cronache dell’epoca raccontano infatti che il primo semaforo romano abbia causato diversi tamponamenti a causa del cambiamento troppo repentino dal verde al rosso. La soluzione? Aggiungere un altro segnale, di tipo acustico. Purtroppo il continuo scampanellio (simile a quello dei passaggi a livello) suscita proteste e malcontento tra i residenti che ne impongono la rimozione!

Ugolini non si arrende e anzi, continua a sperimentare prototipi costruiti a suo spese, finché finalmente l’11 gennaio del 1934 a Largo Goldoni viene installato un semaforo a più luci in cui il passaggio dal rosso al verde, e viceversa, è segnalato da una serie di lampadine che si spengono e si accendono in progressione, dando quindi più tempo agli autisti di partire o fermarsi evitando i tamponamenti. Il nuovo semaforo è un successo e prima che il 1934 finisca vengono installati 15 semafori in altrettanti incroci, consacrando Ugolini (e la sua straordinaria pazienza e determinazione) tra i personaggi più amati della Roma dell’epoca.

Un’altra tappa importante nella storia dei semafori è datata 1961 quando a Berlino viene installato il primo semaforo per passaggi pedonali che, naturalmente, si diffonde a macchia d’olio in tutto il mondo. Il segnale semaforico infatti è universale: verde, rosso e giallo, anche se non tutti i paesi utilizzano la sequenza cromatica in maniera uniforme.

Da 100 anni il semaforo è parte integrante, e importante, dell’arredo urbano e probabilmente lo sarà ancora per molto molto tempo.

Nel frattempo facciamo tanti tanti auguri alla ‘scatola luminosa’, per i suoi primi 100 anni!

 photocredit: facilisimo.com

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